BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Crac bancario, quando la "società civile" dimentica le domande giuste

Pubblicazione:

Luigi Sturzo (1871-1959) (Immagine dal web)  Luigi Sturzo (1871-1959) (Immagine dal web)

Il recente crack bancario che ha interessato quattro istituti di credito ha riproposto il tema della governance bancaria e la riproposizione della domanda delle domande nella storia delle idee politiche: "chi deve governare?". Dario Antiseri ha dedicato alcune pagine bellissime all'analisi della critica di Karl Popper a questa domanda. La tesi sostenuta dal filosofo viennese, afferma Antiseri, è che con quella domanda Platone avrebbe inquinato l'intera teoria politica dell'Occidente. Tutti sappiamo come Platone rispose a quella domanda, indicando la categoria alla quale egli stesso apparteneva: i filosofi. Dopo Platone, afferma Antiseri, i teorici della politica hanno risposto che avrebbe dovuto governare un re di stirpe divina; un re per grazia di Dio; un re per grazia di Dio e volontà della nazione; un re per volontà della nazione; altri poi hanno sostenuto che dovrebbero governare i più; dovrebbero governare i migliori ovvero il migliore; un principe, un principe armato; dovrebbe governare il popolo; dovrebbero governare i religiosi, gli industriali, i tecnici; fino ad arrivare allo scorso secolo, durante il quale alcuni hanno sostenuto che avrebbe dovuto governare la razza ariana, mentre altri la classe dei proletari. Conclude Antiseri, due risposte, "la prima nazista la seconda comunista, alle quali sono appese milioni e milioni di vittime sacrificate sull'altare di teorie folli e crudeli".

Sebbene la domanda possa apparire accettabile, secondo Popper, essa è addirittura irrazionale, in quanto ci invita a ricercare ciò che non esiste: ossia qualcuno, qualche ceto, qualche gruppo o razza o classe capace per natura e, dunque, chiamata dal destino ovvero dalla Provvidenza, a comandare sugli altri. Ebbene, afferma Popper, mostrando una straordinaria convergenza con l'idea di autorità sviluppata da Luigi Sturzo dieci anni prima in La società. Sua natura e leggi, è proprio questa sostanza dell'autorità che non esiste in nessun ceto, nessuna classe o razza. Non esiste individuo, gruppo o categoria che sia venuta al mondo con il predicato, o attributo, del dominio sugli altri.

Dicevamo all'inizio che il crack bancario ha riproposto la domanda su chi dovrebbe governare le banche. Alcuni hanno risposto che andrebbe riconosciuto un maggior ruolo alla "società civile", e come negarlo! Ma la società civile — il livello territoriale — non è forse già rappresentata nei consigli di amministrazione? E poi che cos'è mai questa società civile nella quale tutti si rifugiano? E infine, non rischia di essere l'ennesima risposta ambigua ad una domanda insensata?

Innanzitutto, cerchiamo di capire che cosa significa società civile. Se intendiamo civile in senso aristotelico, allora identifichiamo tale concetto con i confini della "polis" e con l'idea stessa di "polis": un sistema omogeneo, ed escludente, di valori civili, dove la dimensione politica ha la prevalenza sulle altre. Se da Atene passiamo a Roma, allora civile si identifica con la condizione del "cives" e della relativa "civitas", ossia con l'appartenenza ad una comunità in forza del diritto. 



  PAG. SUCC. >