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LETTURE/ "Letterine a papa Francesco", se i bambini capiscono Bergoglio più degli adulti

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Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

Letterine a Papa Francesco è un libro di Alessandra Buzzetti autorizzato dal Pontefice in persona. I proventi del volumetto saranno interamente devoluti al Dispensario pediatrico "Santa Marta" che sostiene, a vario titolo, i bimbi in difficoltà. L'opera raccoglie alcune delle migliaia di lettere che fanciulli di tutto il mondo hanno scritto al Successore di Pietro in questi quasi tre anni di pontificato. Si parte con domande personali sulla vita del Papa, si raccontano confidenze personali e si formulano poi domande dirette sulla fede, sul mondo e sulla Chiesa. I bambini — dal quarto capitolo in poi — dimostrano di aver intuito tratti importanti dello stile con cui Bergoglio sta esercitando il ministero petrino: discutono di misericordia, lo trattano con familiarità e pongono quesiti non semplici sulla prima comunione e sul dolore degli innocenti. Nelle ultime pagine l'orizzonte della riflessione si amplia al ruolo del Papa nel mondo, ai riti della Chiesa e al tema — così sempre caro ai bimbi — della pace e del bene a Gesù. L'ultimissimo capitolo contiene infine gli auguri di Natale e i desideri dei piccolini, coronando un libro che — senza dubbio — di rivela come un vero e proprio "termometro" dello stato di salute del Papato e, forse, di tutta la Chiesa cattolica.

L'impressione che se ne ricava, in effetti, è anzitutto quella di un immenso fenomeno mediatico mitizzato e fortemente idealizzato. Francesco rappresenta il Bene e i piccoli lo percepiscono attraverso gli occhi e i giudizi dei grandi, evidenziando quello che è evidente a tutti: Bergoglio ha incantato il mondo perché ha avuto il coraggio di incarnare uno stile di Chiesa lontano anni luce dai lugubri e massonici resoconti del passato, riportando "dentro" la Chiesa la dimensione profetica e scomoda del Vangelo e rimettendo in discussione lo stesso stile di vita dell'Occidente. 

Eppure il Papa "che viene dalla fine del mondo" ha fatto di più. I bimbi non hanno percepito solo la "bolla mediatica" — che sarebbe miope non ammettere — ma hanno avvertito dietro il comportamento di Francesco un'opzione ben precisa, una volontà. Su questo si riflette davvero assai poco: le decisioni del Papa, infatti, si riconducono tutte ad una decisione fondamentale, ossia quella di purificare la Chiesa — in una sorta di lavacro penitenziale — attraverso le parole stesse del Signore. Gesù in queste letterine non è affatto eclissato dal Suo Vicario, bensì è visto in modo estremamente serio ed essenziale: i bambini hanno la percezione che la scelta del Papa lo avvicini all'intenzione e al cuore di Cristo. E glielo dicono senza tema di smentita. 



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COMMENTI
28/12/2015 - Paternità in partibus (FRANCA NEGRI)

"Struggente tensione a un bene che solo Francesco ha saputo comprendere e custodire" A parte che ogni volta che leggo "Francesco", sic et simpliciter, mi viene da pensare a mio nonno, che ne condivideva il nome, trovo inquietante questa nozione di paternità a pezzi e bocconi. Padri di una parte di noi. Frantumazione della paternità e frantumazione della persona. Capisco la questione degli stili diversi, delle sottolineature differenti, ma non avverto la necessità di assegnare l'esclusiva a qualcuno della "comprensione e della custodia" di un bene, se non per sottolineare una mancanza di altri. Piuttosto che un'unità sinfonica. E volendo servire l'unità si finisce per separare e dividere ciò che nasce unito.