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LETTURE/ Il Concilio 50 anni dopo: la santità non ha "padroni"

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Giovanni XXIII al Concilio Vaticano II (Foto dal web)  Giovanni XXIII al Concilio Vaticano II (Foto dal web)

Al di là delle prese di posizione del magistero, il "prodotto" più autentico del Concilio, rispetto alle "contraffazioni" in circolo, è dato, secondo il capitolo conclusivo del volume, particolarmente dai nuovi movimenti ecclesiali. P. Antonio Sicari, più che trattarne in termini storici o catalogatori — sull'argomento esistono già molte pubblicazioni — sviluppa una vera e propria teologia dei movimenti ecclesiali, a partire da una profonda riflessione trinitaria: «è bene ricordare che tali doni procedono sempre con lo stesso movimento con cui Egli, in persona, procede dal Padre e dal Figlio, e compie obbedientemente la missione affidatagli (…). I doni dello Spirito vogliono mettere sempre in comunione col Dono che è lo Spirito Santo». È quasi superfluo rammentare che i movimenti sono forme di questi doni e che ciò a cui richiamano è precisamente la "vocazione" cui fa riferimento il capitolo V della Lumen Gentium. Su questo punto, l'autore richiama Giovanni Paolo II, che nel discorso di fine millennio rivolto ai rappresentanti di oltre cinquanta movimenti ecclesiali, spiegava: «Ognuna delle vostre realtà merita di essere valorizzata per il peculiare contributo che apporta alla vita della Chiesa». Del resto, ed è la conclusione del volume «sono soprattutto i movimenti ad accettare a livello planetario la sfida a cui si riferiva insistentemente e accoratamente Giovanni Paolo II».



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