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LETTURE/ Viva la laïcité, anzi no: che cos'è vivo e cos'è morto dopo il 13 novembre

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Eugène Delacroix, Libertà che guida il popolo (1830) (Immagine dal web)  Eugène Delacroix, Libertà che guida il popolo (1830) (Immagine dal web)

In altri termini, mentre la "religione" non si trova più in quella posizione che le è stata "assegnata" dallo stato secolare moderno, anche quest'ultimo, d'altra parte, ha lasciato la sua sfera di "neutralità di esclusione" e cerca ora di realizzare una siffatta neutralità in modo nuovo, attraverso una concreta affermazione della realtà religiosa: non a caso si parla ormai dell'epoca "post-secolare" in cui l'Europa è entrata a far parte.

Questa osservazione non significa in alcun modo che l'Europa debba superare il principio della laicità, che continua ad essere il principio fondamentale di libertà in qualsiasi stato politico. Ma certamente deve scoprire che quella direzione in cui essa l'ha interpretato finora — la "neutralità di esclusione" affermata dalla laïcité — pare come un ideale regolativo non destinato a essere realizzato nella sua radicalità. 

In altre parole, pur mantenendo fermo il principio di laicità, la neutralità dello stato si mette in atto soltanto attraverso una concreta collaborazione con le varie religioni che segnano la società civile, affermando positivamente la pluralità religiosa e riconoscendola come una risorsa indispensabile per la realizzazione di dimensioni fondamentali della società civile come la solidarietà e il rispetto reciproco.

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