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LETTURE/ Cosa ce ne facciamo adesso del carnevale?

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Perché poi c'è l'altra cosa che mi ha sempre  dato fastidio: mettere su le maschere e girare come arlecchini magri o d'artagnan o zorro, allora, e adesso come tanti uomoragno e gormiti e winx, che senso ha? Cosa vuole dire mettersi su una maschera? Che bisogno c'hai di nasconderti? Mi ricordo che una volta a scuola (anche se la Jessica qui crede che quando ero giovane io la scuola non l'avevano ancora inventata) qualcuno ci aveva detto che la maschera era una cosa che aveva a che fare con Dio, che insomma, gli uomini primitivi, non sapendo come fare arrivare questo dio sulla scena, si mettevano una maschera e tenevano un megafono davanti alla bocca. Va bene, ma anche questa roba qui cosa c'entra con il carnevale? E poi adesso le maschere le fanno a novembre, il giorno dei morti: ma come, ti metti su le maschere il giorno dei morti come gli americani, adesso? 

La Jessica mi ha detto che addirittura a scuola le hanno fatto fare la festa con su le gocce di sangue sulla faccia e il coltello dentro la testa! Ma la festa non era mica un modo di mettersi assieme, di condividere un po' il tempo intorno a una cosa bella, forse a una cosa da ricordare che era di tutti e che è anche nostra? Ma come, nelle scuole non ci fanno più fare il presepe e però gli va bene che i bambini fanno gli zombie? Ma che maestre sono, quelle lì?

E allora, cosa ce ne facciamo adesso del carnevale? Cosa continui a mettergli su il fard alla Jessica per andare alla sfilata che poi te non ci vai e tocca a me portarla? Non è che gliela domando proprio alla mia nuora 'sta cosa, me la tengo lì un po' in fondo alla gola 'sta domanda: non voglio mica rovinare la festa alla Jessica, non voglio mica che anche lei vada in giro con il suo vestitino di fata elettronica triste come ci andavo io a quei tempi là. Se non fosse per lei, per quegli occhioni lì che le luccicano (oh Dio, avrà mica la febbre anche lei come me da piccola, eh?) non so se starei qui. Forse è meglio che tiro su il cellulare per farle le foto; forse è per questo che a me il carnevale, che non ho mai sopportato e che non mi sembrava nemmeno che avesse più senso, adesso mi piace un pochino. Prendo per mano la Jessica che si stima come Audrey Hepburn in vacanze romane e vado via verso l'oratorio. 



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