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LETTURE/ Breve cronaca da un paese dove la Chiesa sta sparendo

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I dati statistici sono interpretati dal giornalista tedesco con un'analisi molto acuta, ma non nuova. La crisi religiosa non è dovuta al fatto che la Chiesa sia troppo poco "aggiornata" nei confronti del nostro tempo. La Chiesa evangelica lo è in tutte le questioni poste dai media oggi: sacerdozio per le donne, abolizione del celibato, liberalità in questioni etiche, completa accettazione degli omosessuali e dei divorziati risposati, ma essa è ancora più in crisi della Chiesa cattolica, le loro chiese sono ancora più vuote. La questione essenziale, così Markus Günther, è invece che le Chiese devono annunciare all'uomo di oggi "verità assolute". Questo è il suo compito e proprio in esso fallisce. Per questo le persone si affidano a un eclettismo religioso in cui provano a darsi delle risposte riguardanti esigenze assolute.

Detto questo, rimane uno scarto ed una "tentazione" tra l'analisi della crisi e il modo di annunciare le "verità assolute". Uno scarto perché parlando della Chiesa di Cristo siamo confrontati sempre con il mistero. La tentazione, anche nelle analisi più giuste, è quella della "spiritualità mondana" (Henri de Lubac, citato da papa Francesco nell'Evangelii Gaudium): con essa non annunciamo Cristo, ma noi stessi e la nostra capacità intellettuale di comprendere un problema.

La "verità assoluta" che mi interessa come uomo e non solo come cristiano è primariamente se la risurrezione di Cristo, Logos incarnato, Figlio dell'uomo e di Dio, sia realmente un oggetto di esperienza nella mia vita e nella vita del mondo. Non essendo chiaro che questo è l'elemento essenziale dell'annuncio cristiano, ogni occasione diventa motivo per una "polemica". Di recente per esempio tanti giornalisti hanno preso spunto da un aneddoto di papa Francesco sulle sberle nell'educazione dei bambini per attaccarlo duramente. Christiane Florin, per esempio, in Zeit online ci illumina sul fatto che il papa-nonno buono è una favola, in verità papa Francesco penserebbe che bisogna educare i bambini prendendoli a botte. La ricezione della frase è così distorta che un mio allievo non socializzato cristianamente mi ha scritto per dirmi che ciò gli provoca una grande tristezza. Ormai anche i cristiani, diciamo così, di sinistra, sono delusi perché Francesco non fa le "riforme" che questi si aspettavano: celibato volontario, comunione per i divorziati risposati, progressi ecumenici nella valorizzazione della donna (cioè sacerdozio anche per le donne), vescovi scelti dal popolo di Dio (cioè dalle persone laiche che hanno un potere molto grande nella Chiesa in Germania).  

Ci si trova così a spiegare che anche un grande e gioioso evangelizzatore come papa Francesco non può evitare che un errore umano o il "caso" uccida una giovane donna impegnata come volontaria alla preparazione della visita papale nelle Filippine. Francesco non è Gesù, come egli stesso ci ricorda, e non può comandare al vento e alla tempesta, o forse, per umiltà, vuole essere il più "trasparente" possibile all'operare del Signore. 



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COMMENTI
15/02/2015 - Marx & Kasper vs. Ouellet (Giuseppe Crippa)

A parte il lapsus sulla “nascita verginale di Maria” (si tratta invece ovviamente del “parto verginale di Maria”) le riflessioni del prof. Graziotto sono come sempre interessanti. Apprezzo in particolare la notazione della crisi senza limiti della Chiesa Evangelica nonostante il suo “aggiornamento” allo spirito del mondo – crisi che purtroppo non sembra interrogare la Chiesa Cattolica tedesca guidata dai cardinali progressisti Marx e Kasper, accostata ai piccoli esempi di cristianesimo tra i quali cita le “piccole chiese” del cardinal Marc Ouellet, considerato da molti con diffidenza un conservatore.