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LETTURE/ Minima moralia, "istruzioni" per resistere al potere

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Un volto di Francis Bacon (Immagine dal web)  Un volto di Francis Bacon (Immagine dal web)

Scritto negli anni degli orrori nazisti, Minima Moralia non è solo un libro contro l'oppressione e il fanatismo ideologico, ma allarga la visuale: il tiranno più odioso non è, nonostante tutto, che una metafora di un'alienazione universale, di una falsificazione cui nemmeno i "salvatori" americani sono estranei. 

Le vicende storiche che Adorno aveva davanti agli occhi lo condussero a identificare il movimento di falsificazione (dell'intelligenza, degli affetti, dei rapporti, di tutto) come un movimento universale. E anche se la critica marxista gli offre gli strumenti per leggere e descrivere questo baratro, tuttavia il marxismo si mantiene in lui a livello fenomenologico. 

Attraverso la fatica quotidiana del pensiero — che ci obbliga a essere sempre un po' diversi da noi stessi, disponendoci al nuovo, vorrei dire alla realtà se non fosse una parola molto ambigua — noi facciamo esperienza della grande falsificazione (possiamo anche ignorarla godendone i vantaggi) e al tempo stesso comprendiamo che non si esce dalla menzogna se non assumendo, nei confronti di tutte le cose, la prospettiva della loro redenzione.

In uno scritto tardivo, il grande amico di Adorno, Max Horkheimer, identificherà questo atteggiamento del pensiero come nostalgia del totalmente-Altro, rivelando la natura religiosa che ogni esperienza intellettuale ha nel tentativo stesso di mantenersi viva sotto i bombardamenti del potere e della menzogna.



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COMMENTI
18/02/2015 - Magnifico! (Luigi PATRINI)

Magnifico commento! Pubblicizziamolo!