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GRAN BRETAGNA/ Enrico VII contro Riccardo III, la tomba non c'entra

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Riccardo III (1452-1485) (Immagine dal web)  Riccardo III (1452-1485) (Immagine dal web)

Detto questo, Riccardo III sapeva esattamente cosa fosse la Chiesa cattolica e cosa fosse la supremazia papale; semplicemente, era l'unica forma di cristianesimo che conoscesse direttamente. Anzi: come ha sottolineato lo storico John Ashdown-Hill, "se Riccardo III non fosse morto, forse la Chiesa anglicana non sarebbe mai esistita". Quindi, forse, non hanno torto quei cattolici "romani" inglesi convinti che, se potesse esprimersi, Riccardo avrebbe qualcosa da ridire su quella sepoltura in una chiesa non cattolica. 

Il blog A Catholic Land ha poi sottolineato che obbligare un cattolico a subire una cerimonia anglicana era quanto si faceva nell'età elisabettiana, quando tutti dovevano andare in chiesa per legge, pena multe salatissime o peggio. Ed Elisabetta, naturalmente, era non altri che la nipote di Enrico VII, che sconfisse Riccardo a Bosworth Field. Quindi, chissà come si sbellica dalle risa, nella sua bella tomba di Westminster, il capostipite dei Tudor al vedere il suo gran nemico doppiamente vinto, doppiamente umiliato.

O no? Forse no. Perché, in fin dei conti, anche Enrico VII era cattolico. Dal punto di vista culturale e religioso egli fu dunque, paradossalmente, molto più vicino a Riccardo III che al proprio figlio, Enrico VIII, responsabile di aver distrutto la fede di tutti i suoi predecessori e di tutto il suo popolo e di aver inventato quella che è ora la debole, camaleontica, politicamente impeccabile confessione anglicana. Forse, a posteriori, il proprio figlio gli risultò addirittura più antipatico di quel nemico sconfitto. Fatto sta che, per una strana coincidenza, Enrico VIII morì proprio nel giorno del compleanno di suo padre.

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