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LETTURE/ Mons. Corecco, la via della fede quando il mondo non è più cristiano

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Eugenio Corecco (1931-1995) (Immagine dal web)  Eugenio Corecco (1931-1995) (Immagine dal web)

I due pilastri del cristianesimo, quindi, creazione ed incarnazione, portano il cristiano ad un confronto autentico con il mondo postmoderno, non a distanziarsi da esso. Questo confronto può riuscire soltanto se la dimensione religiosa è essenziale alla persona e non è soltanto una sorta di "abito". Un cristianesimo dottrinale, pertanto, deve diventare sempre di più un cristianesimo formativo: in altre parole, un cristianesimo inteso non come un "sapere del sapere", esercitato con un'autorità magisteriale, ma come orientamento nella ricerca del vero humanum che ognuno deve comprendere come compito personale ed esistenziale. Questo contributo essenziale, insisteva Corecco, viene realizzato tramite l'insegnamento religioso nelle scuole e nelle facoltà teologiche.

Solo in questo modo si lascia ridefinire il rapporto che il cristianesimo ha in relazione alla cultura di oggi: non come ritorno ad un'antica egemonia contro il pluralismo attuale, ma neanche tramite l'assunzione di una posizione passiva, che costringe a subire tale pluralismo; bensì tramite l'affermazione positiva di esso nella sua dimensione esistenziale. Corecco ha capito, come pochi altri, che questa operazione non può funzionare senza un lavoro di riflessione, analisi e confronto intellettuale. 

Caratteristici risultano pertanto i suoi interventi sia a favore dell'insegnamento religioso a scuola sia per l'insegnamento della teologia accademica nello spirito del Concilio Vaticano II. Nel 1993 fonda la Facoltà di Teologia di Lugano come prima istituzione accademica ticinese che ispirerà, tre anni più tardi, l'istituzione dell'Università della Svizzera Italiana. Questa facoltà dovrebbe realizzare, secondo l'intenzione del suo fondatore, l'idea non solo medievale ma ancora humboldtiana della possibilità di una visione unificante del sapere, cioè uno sguardo su di esso nella sua complessità che non lo pregiudichi scientificamente, ma capace di collocare il sapere al suo posto giusto in riferimento alle dimensioni di creazione (cioè della realizzazione della corporeità e libertà umana) e di incarnazione (delle dimensioni di arte, architettura e dell'intero ambito artistico). Solo in questo contesto il sapere può maturare, secondo Corecco, «un'autentica coscienza critica della società» — e precisamente in ciò consiste il servizio più autentico del cristianesimo alla società, perfettamente comunicabile in un mondo postmoderno.

Risulta del tutto evidente, ad uno sguardo complessivo sugli interventi e sulle riflessioni di Corecco, che il superamento attivo della spaccatura tra fede e vita, con le rispettive ripercussioni sull'etica pubblica e sulla cultura, costituisca parte dell'identità cristiana stessa: l'essenza della Chiesa, ribadisce Corecco, è appunto movimento e non staticità istituzionale. Ma proprio per questo motivo sarebbe sbagliato considerare la Chiesa in una sorta di "funzione di servizio" alla società: il superamento della dicotomia tra fede e vita, tra i valori cristiani e la società postmoderna, non deve essere frainteso come un compito politico. Invece esso non può che essere il lato esterno dell'autenticità vissuta del cristianesimo stesso, cioè del ritrovamento delle sue dimensioni di creazione ed incarnazione. L'autentica esperienza religiosa e la forza politica e sociale della coscienza cristiana, e quindi la sua anima culturale, sono per Corecco aspetti reciprocamente inseparabili. Ritrovare questa sintesi è, dunque, uno degli appelli più urgenti che Corecco rivolge ai cristiani del nuovo secolo.



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COMMENTI
28/02/2015 - Una giornata per ricordare mons. Corecco (Danilo Zardin)

Mi permetto di segnalare, a margine, che domani, domenica 1 marzo, l'Associazione internazionale Amici di Eugenio Corecco ha organizzato una "giornata dell'amicizia" per ricordare la sua figura. L'incontro si terrà a Manno, in Canton Ticino, presso la sala Aragonite, con una testimonianza, al mattino, di p. Lepori, abate generale dei cistercensi e la messa finale, alle 15.30, dell'attuale vescovo di Lugano, mons. Valerio Lazzeri. Per altri dettagli si può consultare il sito all'indirizzo: http://www.amicicorecco.org/.