BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Mons. Corecco, la via della fede quando il mondo non è più cristiano

Pubblicazione:

Eugenio Corecco (1931-1995) (Immagine dal web)  Eugenio Corecco (1931-1995) (Immagine dal web)

È un'impresa senz'altro non facile quella di riassumere l'eredità di Eugenio Corecco, vescovo di Lugano, che è morto esattamente 20 anni fa, il 1° marzo 1995. Senz'altro, il radicamento profondo della fede nel singolo, come orientamento e punto di riferimento in una società sempre più pluralizzata, è sempre stato tra i suoi impegni più significativi. Inoltre era cosciente che si trattasse di un compito educativo da rivolgere soprattutto ai giovani, per non «perderli tutti», come era solito dire ai suoi collaboratori. Concentrare un istante la riflessione sulle implicazioni etico-sociali di tale messaggio, può costituire una prospettiva su Corecco certamente meno considerata rispetto ad altre dimensioni della sua eredità spirituale, che dimostra una prospettiva ricca di implicazioni attuali.

Infatti, Corecco percepiva con grande preoccupazione la «spaccatura tra la fede e la vita di tutti i giorni» e la conseguente e preoccupante «perdita del senso religioso»: queste due sfide sono poste da lui addirittura allo stesso livello delle minacce che le eresie hanno costituito per la Chiesa primitiva. Tali due fenomeni attuali costituiscono non soltanto un disagio per ogni cristiano, ma anche un grave rischio per l'identità della fede cristiana stessa; e infatti Corecco pensava alle eresie dei primi secoli non perché l'arianesimo e altre dottrine avessero negato il cristianesimo, ma perché cambiavano dal di dentro la comprensione dei momenti centrali e più importanti di esso. E temeva che al cristianesimo post-moderno potesse succedere qualcosa con effetti analoghi, anche se la minaccia — oggi — non consiste in eresie, ma nei cambiamenti profondi nel rapporto tra cristianesimo e mondo.

Quali sono questi momenti centrali dell'identità cristiana che rischiano di essere svuotati dal di dentro? Come nel cristianesimo primitivo, così anche per le sfide di oggi, si tratta sempre di quei momenti che Corecco definisce come i «due assi dottrinali convergenti» della cultura cristiana: ossia la creazione e l'incarnazione. Che cosa significano questi due pilastri della cultura cristiana per Corecco?

La creazione indica che «il richiamo alle cose del cielo passa attraverso la piena partecipazione alle realtà della terra». Siccome il mondo è la creazione divina, esso non può essere sorvolato in un processo di interiorizzazione e concentrazione del cristianesimo che pensa di poter realizzare la sua opera salvifica anche a prescindere del contesto sociale. In altre parole, un cristianesimo che vuole conservare il suo nucleo dottrinale e spirituale senza il rivolgimento al mondo non può ritenersi autentico, e costituisce già un certo tradimento dei suoi fondamenti.

Ma non soltanto nell'impegno lavorativo e politico nel mondo, anche nell'ambito più artistico ed architettonico l'autocomprensione del cristianesimo dimostra segni di crisi profonda nella nostra cultura contemporanea. Questo secondo lato della cultura artistica ed architettonica viene infatti associato da Corecco alla dimensione dell'incarnazione, la quale assegna al cristianesimo il compito di essere presente nella società in modo raffigurativo e attraverso immagini — a differenza della religione ebraica o musulmana che conoscono entrambe un divieto radicale di ogni immagine che tenti di raffigurare Dio.



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
28/02/2015 - Una giornata per ricordare mons. Corecco (Danilo Zardin)

Mi permetto di segnalare, a margine, che domani, domenica 1 marzo, l'Associazione internazionale Amici di Eugenio Corecco ha organizzato una "giornata dell'amicizia" per ricordare la sua figura. L'incontro si terrà a Manno, in Canton Ticino, presso la sala Aragonite, con una testimonianza, al mattino, di p. Lepori, abate generale dei cistercensi e la messa finale, alle 15.30, dell'attuale vescovo di Lugano, mons. Valerio Lazzeri. Per altri dettagli si può consultare il sito all'indirizzo: http://www.amicicorecco.org/.