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LETTURE/ Gender, tutti i "profeti" del mondo nuovo da Huxley a Clinton

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Aldous Huxley (1894-1963) (Immagine dal web)  Aldous Huxley (1894-1963) (Immagine dal web)

Chi si chiedesse quando nelle scuole si è iniziato a introdurre l'educazione sessuale, certamente rimarrebbe di stucco venendo a sapere che la pratica risale al 1932. Così come, in nuce, tutta l'ideologia gender vede la luce in quel romanzo di Aldous Huxley, Il mondo nuovo. Aldous, fratello di Julian Huxley co-fondatore dell'Unesco, fu scrittore mediocre, ma nel suo amaro cinismo ebbe una visione profetica di come le cose sarebbero andate, per gli uomini e per il mondo dominato da Dieci Consiglieri. Gli uomini di questo mondo nuovo sono divisi in caste, dagli uomini alfa, fortunati e ben pasciuti, sino agli uomini epsilon, smagriti, flosci, vestiti di nero. Sono tutti fabbricati in serie in modo extrauterino con tecnica fordista e secondo un numero che risponde a quote assegnate, per evitare sovrappopolazione o disagi conflittuali. Sesso libero, ad ogni età e per ogni…orientamento. Per evitare effetti indesiderati legati a promiscuità, occorre una solida Educazione forzata. "Che lezione c'è oggi pomeriggio?" — chiese il direttore. "Abbiamo fatto Sesso elementare per i primi quaranta minuti" — rispose la governante…".

La rivoluzione sessuale e l'ideologia gender sono esempi straordinari di operazioni di marketing che poteva concepire e attuare solo una mente astuta e fertile come quella di Hunter Madsen, genio americano di semiotica e comunicazione. Già nel 1968, W. Dannemeyer si adoperò per realizzare un formidabile slittamento semantico del termine omosessuale, che non godeva di buona fama tra la gente e l'America istintivamente ghettizzava chi aveva tendenze o conduceva comportamenti sessuali non ortodossi. Allora, partendo dai luoghi di ritrovo abituali per gli omosessuali (pub, discoteche, cinema, librerie, ecc.), luoghi nei quali ognuno si ritrovava con altri per bere, divertirsi, conversare allegramente, perché non chiamarsi "gay", gai, felici di essere quello che si è: il termine ebbe fortuna e, lentamente, tolse quel velo di forte ostilità verso gli omosessuali. 

Non solo. Il '68 è l'anno delle rivolte studentesche e per i diritti civili in molte parti del mondo: legare la questione omosessuale a quella di Black Power, porterà a considerare i gay come "minoranza civile" alla pari della minoranza di colore, per cui la rivoluzione degli omosessuali acquisisce la stessa dignità della minoranza etnica in lotta per il riconoscimento dei propri diritti civili. E chi si pone contro, viene tacciato di razzismo, fascismo, omofobia, eccetera. 

Da gay a gender: questo passaggio fu certamente un gran colpo di fortuna per il movimento omosessuale e femminista. Grazie a Bill Clinton, nel 1993 fu nominata alla Corte Suprema degli Usa Ruth Bader Ginsburg, pasionaria radicale delle femministe, e questa, con un escamotage, riuscì a far inserire il termine gender al posto della parola "sesso". Da quel momento anche l'Onu e poi l'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) adottarono la nuova parola "gender", inizialmente sconosciuta ai più (vedi conferenze del Cairo e poi Pechino). 



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COMMENTI
06/02/2015 - Huxley non è Clinton (angelo guerini)

Il futuro agghiacciante immaginato, anzi prefigurato, da Huxley non è un'utopia, ma una distopia. Renderei obbligatoria la lettura del Mondo nuovo in tutte le scuole. A cominciare dagli insegnanti.