BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MARIO LUZI/ Ricostruire il frammento, ritrovare l'unità

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Mario Luzi (1914-2005) (infophoto)  Mario Luzi (1914-2005) (infophoto)

In occasione del centesimo anniversario della nascita di Mario Luzi, il Centro Culturale di Milano ha voluto richiamare con una pagina web a lui dedicata la profonda amicizia che lungo gli anni 90 ha legato il poeta (che possiamo ora affermare riconosciuto tra i più grandi del Novecento) al Centro. Amicizia nata non per caso, quanto per una riconosciuta anomalia nella vita del poeta: infatti, in Luzi possiamo identificare alcuni elementi assolutamente eccezionali e di spicco, che a prima vista stonano con quella che potrebbe sembrare una vita tutto sommato "normale", senza straordinarie avventure o rivoluzioni. Innanzitutto, l'inesauribile e florida attività poetica, che dalla prima raccolta La barca del 1935, la quale segna l'inizio del viaggio, arriva fino a Dottrina dell'estremo principiante del 2004, pubblicata pochi mesi prima di morire, e all'ultima raccolta postuma del 2008, Lasciami non trattenermi; con oltre 20 raccolte poetiche pubblicate in vita, senza poi soffermarsi sui saggi letterari e cinematografici, ci troviamo di fronte a un uomo che, dall'adolescenza fino all'estrema vecchiaia, si è sempre posto di fronte alla realtà con un atteggiamento di meraviglia, suscitando così continuamente la produzione poetica. 

In secondo luogo, ma non per questo meno significativo, dobbiamo dire della sua sorprendente disponibilità verso il dialogo con le persone — pensiamo alle tantissime interviste concesse anche a molti giovani — e all'incontro come i due avvenuti proprio al Cmc nel 1990 e 1994, segno peculiare di un'umanità che si considera immersa nel presente. 

Nel video inedito del Cmc con un Luzi maturo che parla di sé e della sua generazione di fronte al destino, così lo ricorda il poeta Davide Rondoni: "Credo che Mario mi ha dato per primo l'esempio, vivendo la sua vita in questo modo, del poeta come disponibilità, cioè non come separazione, dalla società, dalla vita, dalla storia, anche dal torbido della vita comune, degli affanni, delle persone". Non un fattore di carattere, ma una concezione, prosegue Rondoni, "una disponibilità perché ci sia almeno un punto dove la vita degli uomini possa dirsi, possa ascoltarsi, possa trovare un'audizione non schematica, non ideologica; e credo che il poeta oggi, se conta qualcosa, conta proprio per questa disponibilità assoluta, al fatto che la voce degli uomini cerca un posto, una possibilità". 

Un uomo immerso nel presente fino al collo, tanto da fare di esso il protagonista unico e indiscusso della sua poesia: durante un'intervista, rispondendo alla domanda su quanta importanza abbia la dimensione civile nella poesia, egli afferma che la materia della poesia è "il presente, la poesia vive del presente, anche se la prospettiva è quella di una temporalità più ampia, più vasta, che magari confina con l'eterno". 



  PAG. SUCC. >