BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Il falso "gemellaggio" tra cristianesimo e occidente

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

A questa tradizione religiosa tipicamente "occidentale", a lungo custodita, intensamente metabolizzata, rielaborata e fatta fiorire, sarebbero da ricondurre le ragioni ultime delle conquiste accumulate nella corsa verso il soggiogamento dei cinque continenti. Da qui ha tratto origine — si dice — l'impianto di un "ecumenico" destino di supremazia terrestre. Se è stato così in passato, anche ora l'arma migliore per puntellare un primato su molti fronti in pericolo, diventato scettico e autodistruttivo, non potrebbe che essere cercata nella difesa della fede nel monoteismo cristiano: una fede allenata a dialogare con il cielo, ma amica della realtà dell'uomo e incarnata nel tessuto più concreto della sua alterna vicenda sul filo del tempo.

Una prospettiva come quella che ho brutalmente schematizzato viene oggi accreditata anche al di fuori del perimetro confessionale di ciò che resta della cristianità degli ultimi due millenni. Se ne fanno araldi pure molti di coloro che esaltano da laici post-illuministi il successo indiscriminato dell'Occidente liberale e filocapitalista, ponendolo al vertice della piramide attraversata dai rapporti di forza dell'incontro/scontro fra i popoli, le civiltà e gli stati. Le gradazioni di toni sono a loro volta sfumate: dalle forme più politicamente strumentali come quelle teocon, degli "atei devoti" o di chi vuole rispondere alle aberrazioni della violenza terroristica di matrice islamica con una pulizia etnico-religiosa di segno capovolto, si può arrivare fino alle ricostruzioni più distese e scientificamente argomentate divulgate, negli anni recenti, dal sociologo americano Rodney Stark. Grande favore ha incontrato, in particolare, il suo ultimo saggio tradotto in italiano: La vittoria dell'Occidente (Lindau, 2014).

Che ci sia qualcosa di storicamente attendibile in questo genere di atteggiamenti culturali mi sembra fuori discussione. È indubbio — anche se tanti continuano a voler farci credere il contrario — che l'Occidente esploso con la sua potenza assimilatrice sulle due sponde dell'Atlantico non sarebbe mai diventato quello che è se non avesse conosciuto l'innesto del germe religioso cristiano. Fin dall'inizio erano entrati nel gioco, è vero, tanti altri fattori diversi (e su questo Stark credo si mantenga troppo evasivo). Ma senza il plurisecolare corpo a corpo tra la fede cristiana vissuta, la cultura e l'insieme della società quello che oggi chiamiamo "Occidente" non avrebbe saputo generare dal suo grembo le risorse necessarie per trasformarsi nel laboratorio di una realtà collettiva lanciata verso un avanzamento continuo, all'insegna di una espansione prima mai vista dei supporti fisici della vita umana e delle sue strumentazioni tecnico-pratiche: non di sicuro un giardino paradisiaco, ma certamente un mondo meno povero e limitato di quello conosciuto in altre epoche arretrate e da altri contesti di civiltà rimasti più statici, scivolati in una parabola di declino.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >