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PAPA/ Un anno di Misericordia che raccoglie una domanda di 800 anni fa

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San Francesco visto da Giotto (Cappella degli Scrovegni) (Immagine dal web)  San Francesco visto da Giotto (Cappella degli Scrovegni) (Immagine dal web)

Allora la risposta fu un sì che divenne subito così piccolo da trasformarsi quasi in un no, e la colpa non fu del Papa ma della Curia. Oggi noi cosa rispondiamo? L'8 dicembre si aprirà la porta santa. Il nostro cuore, la nostra fede, la nostra vita, si aprirà?  L'altra volta dissero di no i potenti, questa volta cosa risponde alla misericordia ciascuno di noi?  A volte siamo bravi e ci sentiamo bravi perché sappiamo porgere l'altra guancia agli schiaffi della vita. Ma sappiamo porgere l'altra guancia alla carezza di Dio, allo Spirito del Signore? Siamo pronti per la misericordia? O le nostre lotte per i diritti non negoziabili, per i nostri "non prevalebunt" ci hanno fatto dimenticare che la buona battaglia è fatta di chiese da ricostruire nei nostri cuori, nelle nostre vite, nelle nostre case. La Porziuncola era stata ricostruita da Francesco. Era roba di braccia e fede, di mattoni e preghiera. Nessuna guerra di parole, nessuna crociata di proclami e "no pasaran".  

Mi piacciono le coincidenze, il soffio dello spirito, le carezze di Dio. La misericordia ci aspetta.  Francesco 800 anni fa chiedeva una misericordia senza confini che era del tutto folle per quei tempi. Oggi Francesco ci apre una porta e ci invita ad entrare. Entrare, per prendere e per dare perché la misericordia funziona così. Ha un doppio senso di marcia. Va e torna. Siamo pronti per questo viaggio? Possiamo cambiare la storia. La nostra storia personale. Che poi è l'unica storia che conta. Quella che esce dai libri.



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COMMENTI
17/03/2015 - Re (Mauro Leonardi)

Grazie Daniele, Grazie Giuseppe. L'accenno finale che ti ha un po' infastidito si riferisce a una tentazione che abbiamo noi cattolici - mi includo - di chiuderci alla possibilità del dare misericordia costruendo muri e non ponti.

 
17/03/2015 - Non solo (Daniele Scrignaro)

Forse papa Francesco vuole offrirci di più dell'indulgenza plenaria (la remissione della pena per i peccati commessi dei quali è stata rimessa la colpa nella confessione), che è possibile ottenere ogni giorno per sé o per un defunto in modo molto semplice (http://www.penitenzieria.va/content/paenitentiaria/it/attivita/corsoforointerno2014/Relazionegervais0/_jcr_content/innertop-1/download/file.res/12_Gervais.doc, p. 13-14). Capire, prendere a cuore, diventare responsabili della nostra santità: essere felici qui e ora, non solo dopo. Non è questione di ‘fioretti’…

 
17/03/2015 - Don Mauro e la "perfetta letizia" (Giuseppe Crippa)

Trovo l’articolo molto bello e l’accostamento con il Perdono d’Assisi tanto centrato quanto originale. Solo non capisco il motivo degli accenni critici a quanti “lottano per i diritti (forse sarebbe meglio dire principi…) non negoziabili”, e dicono “non prevalebunt” o “no pasaran” (costoro sono a quanto pare poliglotti) ma ne prendo atto volentieri. In fondo, come insegna san Francesco, anche queste “bastonate” sono un passo verso la perfetta letizia.