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LETTURE/ A chi importa di Icaro e del suo folle volo, oggi?

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Pieter Bruegel il Vecchio, Paesaggio con il volo di Icaro (1558) (Immagine dal web)  Pieter Bruegel il Vecchio, Paesaggio con il volo di Icaro (1558) (Immagine dal web)

Papa Francesco, nel suo messaggio per la Quaresima, ha recentemente contrapposto l'amore di Dio che "gli impedisce di essere indifferente a quello che ci accade" ad una "globalizzazione dell'indifferenza"; quasi che quest'ultima, l'indifferenza, fosse un peccato mortale, da cui purificarsi in tempo di Quaresima, e non una semplice distrazione, una leggerezza il cui debito è presto saldato da un my most sincere apologies, una scusa educata. Per il Pontefice essa è anche male universale perché costume radicato, diffuso e persistente. Voce di uno che grida nel deserto, lo stesso che si è dichiarato "convinto che noi stiamo vivendo una terza guerra mondiale a pezzi, a capitoli, dappertutto" a novembre 2014, rientrando dal viaggio apostolico in Turchia? E che ha felicemente annunciato un sorprendente Giubileo straordinario di un «Dio ricco di misericordia» (Ef 2,4).

About suffering they were never wrong,
The old Masters: how well they understood
Its human position: (…)
In Breughel's Icarus, for instance: how everything turns away
Quite leisurely from the disaster; the ploughman may
Have heard the splash, the forsaken cry,
But for him it was not an important failure; the sun shone
As it had to on the white legs disappearing into the green
Water, and the expensive delicate ship that must have seen
Something amazing, a boy falling out of the sky,
Had somewhere to get to and sailed calmly on.

("Musée des Beau Arts", W.H. Auden)

Sulla sofferenza non sbagliavano mai,
gli antichi maestri: come capivano bene
l'atteggiamento umano: (…)
Nell'Icaro di Bruegel per esempio: come ogni cosa si allontani
del tutto estranea al disastro: il contadino può
avere udito il tonfo, il grido desolato,
ma per lui non era un fallimento importante. Il sole splendeva,
com'era giusto che facesse sulle gambe bianche che stavano scomparendo nel verde dell'acqua,  la nave ricca e delicata che doveva aver visto
qualcosa di stupefacente, un ragazzo che cadeva dal cielo,
aveva un qualche posto da raggiungere e proseguì calma calma.


Quadri della scuola fiamminga nel Museo delle Belle Arti di Brussels, fra cui Landscape with the Fall of Icarus attribuito a Pieter Bruegel the Elder, l'occhio di un poeta versatile ed affascinante come era Auden, un momento storico quale il dicembre 1938, post una prima guerra mondiale, pre una seconda, e con la notte dei Cristalli  fra il 9 e 10 novembre 1938, con sessanta sinagoghe bruciate e trentamila ebrei o trucidati o deportati, ed ecco il risultato.

L'aratore in primo piano con la sua bella giubba colorata sta chino sul suo aratro e guarda a sinistra, come la bella navicella delicata che procede placida verso la destinazione già convenuta, e su tutto troneggia, come doveroso in tale splendida giornata, un sole giallo sulla stessa diagonale del modesto aratore; non è che non abbiano udito il grido, non è che non abbiano visto qualcosa di straordinario. 



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