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LETTURE/ Aborto, pedofilia ed eugenetica, così si avvera la profezia di De Lubac

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Così, da quel 5 giugno 2006, dall'annuncio della clonazione della pecora Dolly da parte di Sir Ian Wilmut, sono passati solo 9 anni prima della sperimentazione autorizzata dal Governo inglese sull'embrione con tre gameti di persone diverse, passando dalle chimere (2006) e dalla sperimentazione di cloni uomo-animale (2007, Governo Blair e solo a scopo curativo). Sempre di quegli anni è il lancio della campagna di produzione di 10mila persone in Gran Bretagna per contrastare il calo demografico. La campagna, i cui esiti dovreste investigare, è stata finanziata dal Governo inglese, dalla European Society for Human Reproduction and Embryology e dalla Fessing Pharmaceuticals.

Il Mental Capacity Act, che a me pare abbia un spirito eugenetico, è stato approvato dal Governo inglese nel 2005. Ancor più preoccupante è la recente approvazione da parte del Parlamento dell'aborto selettivo in base al "sesso" dell'embrione. Una violazione del diritto del nascituro, della donna e delle mamme. Esso è stato bandito dal Consiglio d'Europa nel 2011, dunque la decisione inglese mi pare grave.

Non c'è limite se pensiamo che il 13 dicembre del 2006, all'approvazione della Convenzione dei Diritti dei Disabili, l'Onu e la stessa Unicef, su denuncia della rivista Lancet, venivano accusati di promuovere la "precoce individuazione delle malattie dei disabili" e di conseguenza "usare appropriati interventi" (cioè l'aborto). Sono gli stessi anni in cui il programma "Reach" della Ue, recensito su Science nel 2005 e approvato definitivamente nel 2009, invita i Paesi Ue a "sperimentare i test cosmetici sugli embrioni piuttosto che sugli animali". Memorabile la folle proposta del prof. John Harris di Manchester al Royal College of Obstetricians and Gynecology dell'ottobre 2007: "Difendo l'aborto… credo nell'uccisione dei bambini non nati, è possibile costruire creature su ordinazione, così che quelle costruite e quelle normali non riusciranno più ad incrociarsi. Voglio una specie diversa!". Mercato della maternità, di bambini neonati, esaltazione della selezione eugenetica: stiamo scivolando verso l'incubo dei totalitarismi del secolo scorso.

"Cosa è accaduto all'uomo di questo umanesimo ateo?", si chiedeva nel 1945 il filosofo e teologo francese Henri De Lubac. "Esso è divenuto un essere che appena si osa ancora chiamare con questo nome, una cosa che non ha più interiorità, una cellula interiormente immersa in una massa in divenire, un uomo sociale e storico di cui non resta che pura astrazione. Niente impedisce perciò di utilizzarlo come una materiale o uno strumento, nulla impedisce di gettarlo via come inservibile. In realtà non c'è più l'uomo perché non c'è nulla che trascenda l'uomo".



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