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LETTURE/ 1491, la scoperta del cervello

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Studio di Leonardo da Vinci (1452-1519) (Immagine dal web)  Studio di Leonardo da Vinci (1452-1519) (Immagine dal web)

Da cosa partiamo oggi nella ricerca su linguaggio e cervello? primo, il cuore del linguaggio umano, la sintassi è il frutto di un'azione integrata e specifica di una rete neuronale dedicata; secondo, le grammatiche delle lingue umane non possono variare a piacere ma sono limitate dall'architettura neurobiologica del cervello come se Babele avesse dei confini. Cosa rimane da scoprire? Tutto. Se noi ora conosciamo il dove, intendo dove nel cervello avvengono le computazioni, rimane da comprendere il cosa, cioè il codice con il quale i neuroni comunicano tra loro. Il linguaggio umano, infatti, vive fuori di noi e dentro di noi: fuori sotto forma di onde acustiche, vibrazioni d'aria, dentro sotto forma di onde elettriche prodotte dal sincronismo di miliardi di neuroni. La domanda centrale è come queste famiglie di onde si assomigliano. Questo le neuroimmagini non ce lo possono dire, questo può al momento essere affrontato soltanto con un'indagine ravvicinata delle attività dei neuroni, cioè con un'indagine neurofisiologica. 

Lasciatemi peccare di orgoglio per il sistema pavese, spesso nominato e non altrettanto spesso concretizzato e equipaggiato, dicendo che si è distinto in questo ambito con una ricerca congiunta tra Università e Scuola Universitaria Superiore, condotta da una squadra che comprende un neurochirurgo di Pavia, Lorenzo Magrassi, ingegneri elettronici guidati da Valerio Annovazzi e un linguista, il sottoscritto. Ci sono voluti 4 anni e il lavoro su un numero anomalo di pazienti (sedici, contro uno o due della norma) per arrenderci al fatto davvero totalmente inaspettato che i neuroni che si sa per certo essere coinvolti nell'elaborazione di elementi strutturali e grammaticali del linguaggio si trasmettono informazioni tramite onde elettriche che hanno forma d'onda acustica anche in assenza di suono, dando sostanza neurofisiologica all'impressione soggettiva che abbiamo che le parole risuonino in testa anche quando pensiamo e in linea di principio di accedere al contenuto linguistico dei pensieri anche se non vengono pronunciati. Si apre dunque la strada per un analisi del contenuto linguistico centrale verso la decifrazione del codice di trasmissione dei neuroni. Cosa troveremo? Non possiamo dirlo ora; quello che invece possiamo dire con certezza è che occorre prima convincere dell'utilità di questa impresa ed insieme ad essa del fatto che capire cosa fa di un cervello umano un cervello in grado di parlare ci porta a capire le nostre origini in un modo che non ha precedenti. 

Ma 1491 non è stato solo la vigilia di un'impresa entusiasmante che ha allargato i confini e cambiato la storia. È stato anche la vigilia di due pagine cupe della storia dell'umanità, due pagine di un incubo che non che è ancora finito e che anzi ruggisce ancora dentro le nostre mura. Il 1492 è anche un anno simbolo per l'intolleranza religiosa — la madre di tutte le intolleranze — quando i fratelli ebrei che non si fossero convertiti al cattolicesimo furono banditi dalla Spagna provocando una catena di sofferenze e di ingiustizie interminabili. E sempre il 1942 è stato anche l'anno della distruzione del fiorente sultanato di Granada, i cui raffinati monumenti furono salvati in un barlume di lucidità, un evento che chiuse in modo violento la possibilità di dialogo tra due civiltà. Il passato, dunque, è qui tutto intero e ci ammonisce: abbiamo di fronte tre vigilie, starà a noi impegnarci per sperare di scegliere a quale di questa vogliamo trovarci di fronte.

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