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L'ISIS DISTRUGGE L'ARTE/ Perché ci distrae dal pensare (solo) a Maometto...

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Mosaico di Ulisse conservato nel museo del Bardo a Tunisi (Immagine dal web)  Mosaico di Ulisse conservato nel museo del Bardo a Tunisi (Immagine dal web)

I pittori avranno la pena più dura perché cercano di imitare il gesto della creazione che è solo di Allah. Nel raffigurare o nel ritoccare immagini già realizzate, devi "decapitare gli animali perché non sembrino vivi, e fare in modo che assomiglino ai fiori". 

Per lo studioso al-Mujahid, vissuto tra 642 e il 718-722, erano vietate tutte le rappresentazioni dei viventi, compresi gli alberi da frutto. Per il giurista al-Nawawi (1233-1277), erano proibite tutte le immagini degli animali: ogni immagine di creatura vivente è peccaminosa, sia che si trovi "su un abito, su un tappeto, su un dirham, su un dinar, su un soldo, sulle stoviglie, o su un altro oggetto". 

Per la gran parte degli ulema, cioè per i dotti nelle scienze religiose, è chiara e severa la condanna verso le immagini. E poi c'è Ibn Abd al-Wahhab, che da quando è vissuto nel Settecento, ha stimolato la creazione di un movimento fondamentalista nato sul suo pensiero che prevede l'intransigente condanna di tutto quello che distrae dalla rigorosa lettura del Corano, e tra le cose che massimamente distraggono vi sono le immagini, le pitture di figure umane. I seguaci di al-Wahhab sono oggi molto diffusi: Osama bin Laden si ispirava a lui; molti terroristi hanno la sua opera scritta come riferimento per i loro attentati; molti integralisti ne sono influenzati. Yusuf al-Qaradawi, che è stato presidente del Consiglio europeo delle fatwa, ha dichiarato di maledire le statue perché esse incarnano tre diverse e pericolose tentazioni: risvegliare bassi istinti, ambire a sostituirsi al Creatore nella creazione della vita, adorare un feticcio, anziché seguire la strada indicata dal Profeta. 

Colpire un museo, abbattere le statue o assassinare i turisti lì presenti, non è un gesto teologicamente infondato: per questi terroristi che stanno colpendo le collezioni d'arte, i siti archeologici, le biblioteche, significa distruggere le opere che distraggono gli uomini da Maometto. Non sono attacchi ai turisti, ma a quei turisti adoranti "le pietre idolatriche, le frecce divinatorie" di cui ci compongono i musei. 

Ci saranno prevedibilmente altri attentati nei luoghi musealizzati: la nostra civiltà ha assegnato ad essi una funzione fondamentale. Chi vuole incenerirli ha assegnato una funzione altrettanto importante ma opposta: sono luoghi dove si conservano "immonde opere di Satana". Distruggerle e uccidere chi le idolatra non è un dettaglio secondario, transitorio, dell'azione terrorista. E' uno dei perni teologici dottrinali su cui si regge la loro inaudita pazzia.



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