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LETTURE/ Carlo Rovelli e le sue "lezioni di fisica": senza amore non c'è scienza

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Carlo Rovelli testimonia anche la situazione di alcuni professionisti con una mente aperta e creativa che per lavorare devono trasferirsi all'estero, come ammette parlando proprio dei fisici italiani, senza polemica o astio ma (anche in questo caso) con uno sguardo disincantato. Come quello rivolto alla cecità dell'uomo che, con i suoi comportamenti irresponsabili, sta facilitando la sua stessa estinzione.

Nell'ultimo breve capitolo del libro (In chiusura: Noi) è più che mai chiaro l'amore per l'universo di Rovelli uomo, oltre che fisico, che cita un passo del De rerum natura di Lucrezio (III, 991-997) per mostrare quanto noi, con le nostre cellule, siamo parte dell'universo, con la sua polvere di stelle, in un grande organismo unico e continuo che cerchiamo di indagare con l'infinita curiosità di esseri infinitesimali.



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