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PROMESSI SPOSI/ Se Renzi "scarica" Manzoni per Umberto Eco

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Anche se la questione è seria, verrebbe da dire una battuta. Il premier Renzi ce l'ha proprio con il matrimonio: dopo la legge sul divorzio breve, vuole proibire "per legge" I promessi sposi, il romanzo-capolavoro di Alessandro Manzoni. È quanto ha affermato lunedì alla Luiss School of Government di Roma: "La penso come Umberto Eco: I promessi sposi a scuola andrebbero proibiti per legge. Perché obbligarli li ha resi odiosi e invece così tornerebbe il fascino per un capolavoro assoluto". 

Ormai l'abbiamo capito: l'Italia è un paese dove tutti si intendono di tutto. Ecco dunque un premier-critico letterario, esperto di docenza di letteratura italiana. L'idea sottesa sembra vera: solo ciò che impariamo liberamente diventa conoscenza e bellezza; in realtà nasconde un veleno utopistico: presume infatti che l'essere umano, se lasciato libero di scegliere senza indicazioni né guide né maestri (tale è uno scrittore classico e chi lo propone), sia autonomamente in grado di scegliere il meglio e riconoscere il valore. 

La realtà è il granitico scoglio contro cui si infrange questa menzogna, la stessa realtà che dimostra come la libertà assoluta e individuale, unico valore rimasto all'Occidente quasi come un feticcio, stia diventando sempre più arbitrio dei più forti e ricchi. Figuriamoci poi i ragazzi: davvero possiamo credere che dei quindicenni, facciamo pure dei diciottenni, riscoprano un'opera come I promessi sposi se liberati dall'obbligo dello studio? Suvvia. 

Ma paragonandosi fino in fondo con l'assioma di Renzi-Eco e applicandolo in senso lato, la scuola stessa andrebbe proibita per legge, soprattutto quella, appunto, dell'obbligo. Non stiamo a raccontarcela: la maggioranza di chi va a scuola, sia per insegnare che per studiare, non è felice di andarci. Per moltissimi la scuola è "odiosa", esattamente come il romanzo di Manzoni. Tutta la scuola è una grande "promessa sposa". E allora perché non proibirla per legge? Milioni di annoiati ne riscoprirebbero il fascino, l'importanza per il loro percorso formativo, ecc. ecc., tutte le cose che ci affatichiamo inutilmente a spiegare ai nostri ragazzi per motivarli a studiare. Che senso ha la scuola "dell'obbligo" di fronte a un'ipotesi come quella renzoechiana? Coraggio, amici, se dobbiamo fare una riforma, facciamola bene: che ognuno impari solo ciò che lo affascina! Pazienza se la prima forma d'arte studiata diventerà, statistiche alla mano, la pornografia e le scienze motorie preferite saranno svuotamento di lattine di birra e calcio, rigorosamente praticato dalla propria nicchia sul divano!

Ma meglio sarebbe non fare certe boutade, tanto più se si è presidenti del Consiglio. Il problema vero è che chi insegna non sa più perché proporre I promessi sposi, o la Divina Commedia (altro bersaglio che ogni tanto entra nel mirino di qualche abrogatore), o altro di ciò che per secoli si è studiato, chissà perché. 



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COMMENTI
25/03/2015 - Bravo Renzi (Claudio Baleani)

Hanno ragione Renzi e Eco. E io ne sono un esempio. Ho letto per la prima volta I promessi sposi a 40 anni e ho trovato quel libro stupendo, specialmente la prima parte. Quando andavo a scuola tutto leggevo tranne quello che era obbligatorio. Forse perché avevo una professoressa del PCI che di tutti I promessi sposi l'unica cosa che le interessava era la rivolta della farina, peraltro senza capire nulla di quello che dice Manzoni? Forse perché il qualunquismo fessacchiotto alla Eco, che ha scritto quel libraccio de Il nome della Rosa, fa continuamente vittime?