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LETTURE/ Elena Bono, "così semplice era tutto: chiudere gli occhi e guardare"

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Vincent Van Gogh, Notte stellata (1889) (Immagine dal web)  Vincent Van Gogh, Notte stellata (1889) (Immagine dal web)

La doppia uscita segna un nuovo inizio intorno alla figura della grande artista: da un lato sancisce nei fatti il suo ritorno nei circuiti dell'editoria da vasto pubblico; dall'altro speriamo rappresenti l'avvio di quel processo di canonizzazione artistica che la collochi finalmente nel posto che le appartiene di diritto, tra i classici della letteratura italiana del Novecento. 

Oltre alla già citata silloge, la produzione artistica di Elena Bono si compone di diverse raccolte poetiche (esordì come scrittrice nel 1952 presso Garzanti con la raccolta in versi Galli notturni), e di numerosi drammi teatrali (oltre a La testa del Profeta, dove appare la già citata Salomè, ricordiamo anche La grande e la piccola morte incentrata su Giovanna d'Arco e Flamenco Matto, dramma sulla figura di don Giovanni Tenorio). Le sue prose sono state portate in scena da registi quali Ugo Gregoretti, Pino Manzari e Salvatore Ciulla, e interpretate da attori quali Claudia Koll, Massimo Foschi ed Eros Pagni. 

Tutta la produzione artistica di Elena Bono arriva al lettore come un risveglio della coscienza, quello svelamento di sé che avviene nell'incontro con i grandi artisti. E accade nella forma di una presa di consapevolezza, di un essere portati a ritrovare dentro sé quella dimensione per cui le cose acquistano senso e significato. Come dice la stessa Elena Bono con il verso che più di tutti riassume la sua intera produzione poetica: "così semplice era tutto: chiudere gli occhi e guardare".

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