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LETTURE/ Gesù per il "matrimonio debole"? Il Corriere dimentica il peccato

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Caravaggio, Madonna dei pellegrini, particolare (1604-06) (Immagine dal web)  Caravaggio, Madonna dei pellegrini, particolare (1604-06) (Immagine dal web)

Nella vita quotidiana esistono l'adulterio e l'infedeltà, come è il caso dell'adultera del Vangelo (Gv. 8), ma sembra molto arduo sostenere che Gesù accetta il matrimonio "così come usava". Il «neppure io ti condanno» con cui congeda l'adultera non va inteso come "la tua condotta non è censurabile", bensì alla luce delle parole successive: «Va', e d'ora in poi non peccare più». L'adultera è in una situazione di peccato, come in una situazione di peccato, peraltro consapevole, è la samaritana ("ha raccontato tutto quello che ho fatto", dice), e l'assoluzione non cancella il dato di fatto del peccato, ma indica una possibilità infinita di perdono e di accoglienza. 

L'occhio di Gesù però è rivolto all'ideale, rispetto al quale è presentata come inaccettabile la deviazione concessa dalle leggi mosaiche («Mosè per la vostra durezza di cuore concesse a voi di ripudiare le vostre mogli; ma all'inizio non è stato così» Mt. 19,8). Uomo e donna sono una sola carne e rappresentano una unità indivisibile (Mt. 19, 6). Gesù richiama i suoi discepoli ad avere costantemente fisso nel cuore l'ideale: «Voi dunque sarete perfetti, come perfetto è il Padre vostro che è nei cieli» (Mt. 5, 48), un richiamo peraltro rivolto a un'umanità, anzi a un creato lacerato dal peccato originale («tutta la creazione geme e soffre unitamente le doglie del parto» Rm. 8, 22): Gesù, e sui suoi passi la Chiesa, addita l'ideale, ferma restando una inesauribile capacità di perdono e di accoglienza del peccatore, perché, come ci avverte ancora San Paolo nel proseguimento del passo citato, «anche noi, che abbiamo il primo dono dello Spirito, a nostra volta gemiamo in noi stessi, in attesa dell'adozione a figli, del riscatto del nostro corpo». Dovranno dunque le leggi (e le parole della Chiesa) corrispondere alla durezza del cuore umano o ispirarsi all'ideale? Modalità e criteri potranno essere oggetto di discussione, ma i passi citati concedono ben poco spazio a relativizzazioni. Di tutto si può discutere, ma è scorretto far dire ai testi ciò che non dicono. 



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COMMENTI
29/03/2015 - commento (francesco taddei)

anche i preti italiani, neri, rossi o bianchi, hanno dimenticato cosa sia il peccato. e non lo spiegano più ai credenti. sanno solo ripetere il mantra del volemose bene.