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LETTURE/ Giornata dei Giusti, la memoria del bene non ha padroni

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Rocco Chinnici (D) (1925-1983) con accanto il giovane Giovanni Falcone (Immagine dal web)  Rocco Chinnici (D) (1925-1983) con accanto il giovane Giovanni Falcone (Immagine dal web)

Di qui l'importanza della narrazione delle storie dei giusti, di qui la politica del ricordo come strategia educativa. Gariwo ha riportato alla luce e raccolto, scavando nella storia europea dell'ultimo secolo, vicende personali preziose e sconosciute di resistenza al male e di azioni del bene. E' un lavoro di educazione, rivolto soprattutto ai giovani, ma proposto ad una società civile spesso immemore e distratta. 

Le idee-guida di quest'anno sono due: ricordare "i giusti" che si sono prodigati nella difesa dei diritti fondamentali della persona, attaccati sanguinosamente dal terrorismo jihadista, mietendo vittime ebree, cristiane, musulmane da Parigi a Copenhagen, dall'Iraq alla Libia alla Siria; commemorare il genocidio armeno ad opera dei Turchi, ricorrendo nel 2015 il centenario dell'inizio della strage. Gli eventi del ricordo si svolgeranno in Italia, in alcune città europee — a Praga, a Varsavia, a Düsseldorf — e in Israele.

In Italia, in particolare, sono previste iniziative a Milano, a Firenze, a Roma e in altri centri minori quali Bitonto, Rimini, Bellaria-Igea Marina, Assisi, Orzinuovi, Seveso.

A Milano, il 3 marzo, a Palazzo Cusani, si terrà il convegno "La Giornata europea dei Giusti. La memoria del Bene e l'educazione alla Responsabilità", con la partecipazione del ministro per gli Affari Esteri Paolo Gentiloni. Il 6 marzo nel "Giardino dei Giusti di tutto il mondo" del Monte Stella, alla periferia ovest di Milano, alberi e cippi saranno intestati a Razan Zaitouneh (avvocatessa siriana attivista dei diritti civili, scomparsa nel 2013 vicino a Damasco, rapita da gruppi estremisti jihadisti; la sorella è ancora oggi nelle mani di un gruppo terrorista), a Ghayath Mattar (giovane pacifista arrestato e ucciso in Siria nel 2011), a Mehmet Gelal Bey (sindaco turco ottomano di Aleppo, che si oppose alle direttive del suo governo che imponevano l'eliminazione del popolo armeno nel genocidio del 1915), agli Uomini e donne della Guardia Costiera (che rischiano la vita in mare per salvare i naufraghi in fuga da fame e violenze), a Alganesh Fessaha (attivista umanitaria italo-eritrea, ha rischiato la vita per soccorrere i perseguitati in Africa e ha aiutato i migranti e i loro familiari a Lampedusa dopo il tragico naufragio del 2013). 

Onorando un antico impegno, sarà piantumato un albero posto e posto un cippo anche per ricordare Rocco Chinnici (magistrato integerrimo, coraggioso promotore del primo pool antimafia del Tribunale di Palermo, ucciso dalla mafia nel 1983).



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