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JULIAN CARRON/ "A noi interessa imparare anche dai nostri limiti"

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Julián Carrón (Infophoto)  Julián Carrón (Infophoto)

Con umiltà. Sappiamo perfettamente quanto siamo piccoli, conosciamo tutti i nostri limiti e tutta la nostra sproporzione. Allo stesso tempo viviamo gioiosi vedendo che il Signore, con il nostro piccolo “sì”, fa delle cose che ci meravigliano e che ci danno la certezza della fede. In questo momento storico, nel quale tutto si frantuma, vedere che la certezza della fede in Gesù Cristo cresce (non perché ce lo immaginiamo, ma perché vediamo le persone che Lo incontrano vivono meglio, sono più contente, più in grado di affrontare le sfide della vita), ecco questo ci riempie di gioia e gratitudine.

 

Papa Francesco vi ha messo in guardia da certe tentazioni come l’"autoriferenzialità" e il "cattolicesimo da etichette". Cosa pensate di questi richiami?

Per noi sono molto salutari perché ci sentiamo richiamati alla verità del nostro carisma. Don Giussani ci ha invitati sempre a uscire e riconoscere il valore in tutto ciò che incontriamo, in qualsiasi persona che conosciamo e circostanza che viviamo. Per questo, il richiamo a non rimanere rinchiusi corrisponde a quello che lui ci ha indicato per non perderci tutto il buono, il bello, il meraviglioso che possiamo trovare nel rapporto con le persone e le circostanze.

 

Il Papa vi ha anche chiesto di non perdere "la freschezza del carisma". Come affrontate le critiche che emergono quando il movimento si trova sotto lo sguardo severo dell’opinione pubblica?

Noi siamo andati a Roma, all’udienza con il Papa, non per avere semplicemente un momento per celebrare un anniversario, ma con il desiderio di imparare, di chiedergli sinceramente come possiamo – a dieci anni della morte di don Giussani – preservare la freschezza del carisma. Il Papa ci ha risposto molto chiaramente: la chiave è mettere costantemente Cristo al centro, e non l’ha detto solo con parole, ma l’ha fatto accadere: in Piazza San Pietro abbiamo sentito parlare del cristianesimo come ce lo testimoniava anche don Giussani. Il Pontefice ha fatto rinascere in noi la freschezza del carisma; per questo sentiamo così urgente farla permanere.

 

Ma ci sono state anche molte difficoltà in questi anni, non è vero?

Evidentemente, quando si parla di una realtà sociale delle dimensioni del movimento, ci troviamo sempre sotto i riflettori. A volte, questo ci permette di offrire agli altri un contributo; a volte, invece, è motivo di umiliazione, perché anche noi abbiamo dei limiti, come succede anche alla Chiesa nel suo insieme. Noi lo viviamo con il desiderio costante di tenere sempre in considerazione le osservazioni di valore che ci vengono fatte, lasciando perdere gli aspetti di esagerazione, di polemica giornalistica strumentale, che lasciamo passare, perché a noi interessa imparare anche dai nostri limiti.



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