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GIORNALI/ Pio XII ha salvato un milione di ebrei? Una verità senza "sfumature"...

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In Germania, fu Clemens von Galen, futuro beato, vescovo di Muenster, ad assumere un ruolo fondamentale nello schierare la Chiesa cattolica tedesca contro la dittatura nazista. Accanto a lui, il vescovo di Berlino, Konrad von Preysing, suo cugino primo. Furono essi a dare inizio ad una lotta senza quartiere, da parte delle organizzazioni cattoliche, contro Alfred Rosenberg e il suo «Mito del XX secolo», il razzismo. Il segretario di Stato vaticano, Eugenio Pacelli, già nunzio apostolico in Germania, inviò ben settanta note di protesta al governo di Hitler mentre i vescovi tedeschi, riuniti alla conferenza di Fulda, pronunciarono una condanna definitiva nei confronti del «neopaganesimo del sangue e della razza». 

Del pari, parole inequivocabili di condanna del nazismo erano contenute nei due radiomessaggi pronunciati dal Pontefice in occasione del Natale del 1941 e del Natale 1942. Ma già nel 1939, allo scoppio della seconda guerra mondiale, con l'enciclica Summi Pontificatus, Pio XII si era schierato apertamente in difesa degli ebrei. E quando era ancora segretario di Stato, aveva pubblicato alcuni articoli dedicati al nazismo sull'Osservatore Romano, in uno dei quali aveva scritto che il partito di Hitler non è «socialismo nazionale», ma «terrorismo nazionale». 

Questi, ed altre decine di elementi di prova della tenace azione svolta dalla Chiesa contro il nazismo non sono bastati a sgomberare il campo dai dubbi e dai sospetti. Così come non sono bastati i dieci libri che suor Margherita Marchione ha dedicato a raccogliere e catalogare le prove del soccorso prestato dal Papa agli ebrei. Il Congresso mondiale ebraico ha infatti chiesto alla Chiesa di bloccare la causa di beatificazione di Pio XII, e allo Yad Vashem non è ancora stata rimossa la scritta che lo diffama. Eppure è provato (si leggano i libri di Margherita Marchione) che un milione di ebrei si salvarono, in tutte le nazioni occupate dai tedeschi, grazie alle sue iniziative. A cominciare dai 5mila nascosti nei conventi, nelle case religiose della capitale e a Castelgandolfo, durante la razzia nazista nei quartieri ebraici di Roma. Suor Margherita ha dimostrato, carte alla mano, che Papa Pacelli ha contribuito a salvare circa un milione di ebrei autorizzando certificati di battesimo falsi, ordinando a conventi e monasteri di dare ricetto ai perseguitati, rispondendo (con la collaborazione primaria delle Maestre Pie di Santa Lucia Filippini, di Roma) a ben 20 milioni di lettere speditegli da persone che gli chiedevano aiuto negli anni della guerra.

Tanti ebrei, anche famosi, si sono schierati in sua difesa: Albert Einstein, Golda Meir, Martin Gilbert, Michael Tagliacozzo, Gary Krupp, Elio Toaff, William Zuckermann. Manca l'Osservatore Romano.

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