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LETTURE/ Quel "pizzico" di Hegel che c'è ancora in noi

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Michelangelo, schizzi per la Sibilla (Immagine dal web)  Michelangelo, schizzi per la Sibilla (Immagine dal web)

Il futuro anteriore è quell'aspetto della nostra ragione che è in grado di accogliere l'avvenimento. L'avvenimento non è un crudo fatto, imprevisto, uno sbattere il naso contro qualcosa di impreventivabile, doloroso o felice che sia. L'avvenimento è ciò che può essere domandato, accolto o rifiutato da un io che se ne fa coinvolgere, che ne può essere cambiato, nel bene o nel male. L'avvenimento è pensabile e vivibile solo in un sì precedente, non in senso cronologico, in una posizione che sia in grado di riconoscerlo, nel rischio e senza garanzia. 

Il futuro anteriore e l'avvenimento, in una parola l'avvenire, implicano la fede. Si tratta di una fede laica, ma fede, fiducia, fidarsi, senza di cui la ragione dell'essere umano non può vivere, salvo voler consistere in un programma tecnocratico e/o tecnoscientifico in cui l'essere umano possa funzionare come rotella. La rotella non ha dubbi, scelte, previsioni, speranze, amore.

Il pensiero che pensa l'avvenire pensa qualcosa che non vede, che non vede venire, come si esprime Derrida. È un pensiero difficile, "speculativo", ma la sua difficoltà non è tanto di tipo filosofico. E' una difficoltà che deriva dalla struttura stessa dell'avvenire, che implica un desiderio e una speranza non garantiti ed implica quindi anche lo svanire, il commiato, la morte. 

D'altra parte la società odierna, frutto dell'estrema fase dell'imperialismo capitalista, è una società costruita sul programma di dominio dell'altro, anche se ammantato con parole come uguaglianza, comunicazione, globalità. Un pensiero e una disposizione all'avvenire come quella sopra evocata espone, invece, alla mancanza e al rischio intollerabile della libertà. 

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L'articolo anticipa la relazione dell'autore in occasione dell'incontro "Il tempo degli addii", terzo appuntamento (6 marzo) di un ciclo di cinque letture organizzate da Prologos. Il ciclo ha per titolo "Derrida lettore dei filosofi. L'evento del testo". Dettagli e date su www.prologos.it



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COMMENTI
06/03/2015 - ...geniale! (Luigi PATRINI)

Bene questa rivalutazione di Hegel, un Autore davvero "difficile", ma "difficile", paradossalmente, perché troppo ...semplice, di una semplicità che si intuisce dopo averlo frequentato a lungo. Una sorta di rivincita storica di Eraclito su Parmenide, il grande genio "padre" della filosofia greca.