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ISIS/ La distruzione dell'arte è un attacco alla nostra possibilità di giudicare

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Questo pericoloso fenomeno è molto più diffuso di quanto si pensi. Vi possono essere fenomeni specifici, ma emblematici, come il diverbio tra Elton John e Dolce e Gabbana. Un profeta della tolleranza quale Elton John arriva a proporre il boicottaggio verso i due designer, colpevoli di aver espresso pareri contrari ai suoi. E subito raccoglie uno stuolo di altri "progressisti" pronti alla condanna. I più vicini che si allontanano diventano i nemici più pericolosi ed i primi che devono essere abbattuti, proprio come avviene tra le varie fazioni che si ispirano a diverse interpretazioni della fede musulmana. Tuttavia il fenomeno non è limitato a punti di folclore ma a arriva a toccare le nostre radici. Ha ancora senso avere un'identità o dobbiamo nasconderla per non offendere altre sensibilità? Posso fare il presepio nella mia scuola o nel mio ospedale, oppure organizzare un evento di raccolta fondi a sostegno dei cristiani perseguitati, o rischio di offendere altre sensibilità?

Se non si capisce che la diversità è una ricchezza e che deve essere esaltata, se non si è consapevoli che la mia specificità è la migliore garanzia per chi ha altre specificità, rischiamo un appiattimento ed una distruzione di ricchezza analoga a quella praticata dai militanti dello stato islamico.

Quando nella scuola si vogliono eliminare le differenze, non si insegna più agli studenti a giudicare tutto, partendo da una lettura quanto più vasta possibile della realtà confrontata con le esigenze profonde della persona, si opera una distruzione molto grave.

Cerchiamo di cogliere i dolorosi eventi di questi giorni per fare pulizia in casa nostra, condizione preliminare indispensabile per resistere a coloro che vogliono distruggere la nostra identità e la nostra storia.



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