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GENOCIDIO ARMENO/ Perché la Turchia nega il massacro che ispirò perfino Hitler?

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Monastero armeno con l'Ararat sullo sfondo (Immagine dal web)  Monastero armeno con l'Ararat sullo sfondo (Immagine dal web)

Il lavoro di Lemkin troverà compiutezza con la Risoluzione n. 96 dell'11 dicembre 1946 da parte dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite ma, siccome all'Urss non piaceva il riferimento a "gruppi politici", si pervenne a una enunciazione di compromesso con l'adozione della "Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio" del 9 dicembre 1948, in vigore dal 12 gennaio 1951.

Ciò premesso per inquadrare storicamente e giuridicamente il reato del quale stanno per macchiarsi tutti coloro, élite politica e a cascata tutti gli esecutori, che hanno partecipato a ideare e realizzare il genocidio del popolo armeno.

L'Armenia, chiamata anche Hayastan, regione in cui tracce di vita neolitica sono testimoniate da documenti storici già verso il 3000 a.C., da sempre territorio di fondamentale importanza per il controllo delle vie di comunicazione tra Oriente e Occidente, nel corso dei secoli è stata sottoposta al controllo di grandi imperi e importanti civiltà, dai Persiani ai Greci, dai Romani agli Arabi, ma nonostante ciò è riuscita a sopravvivere sia come popolo che come cultura. I passaggi forse più importanti per l'identità del popolo armeno furono due. Il primo riguarda la conversione al cristianesimo all'inizio del IV sec. d.C., potendo così vantare di essere la prima nazione cristiana dell'intera storia umana; ciò avvenne sotto il regno di Tiridate III per opera di San Gregorio Illuminatore. Mentre il secondo riguarda l'elaborazione dell'alfabeto armeno nel 405 d.C. per opera di Mesrop Mashtots.

Dal XVI secolo l'Armenia storica venne divisa in due, la parte occidentale entrò a far parte dell'Impero Ottomano, mentre la parte orientale rimase sotto l'egida del dominio persiano.

La storiografia mondiale riconosce ormai senza dubbi che i massacri che interessarono il popolo armeno si svolsero sempre in Turchia, ma in due momenti storici differenti: il primo tra il 1894 e il 1896, condotto dal sultano ottomano Abdul-Hamid II, mentre il secondo, il più tragico, tra il 1915 e il 1918, con la deportazione ed eliminazione di armeni compiuta dal governo dei Giovani Turchi. A questi eventi va aggiunto un ulteriore triste prologo dello sterminio armeno, quello tra il 1920 e il 1922 ad opera di Mustafa Kemal, detto Ataturk.

Nel proposito di "occidentalizzare" l'Impero Ottomano da parte dei Giovani Turchi aveva riposto le sue speranze anche la comunità armena, tuttavia questa speranza risulterà vana, anzi di più ancora, beffarda, se si pensa che già in un Congresso segreto dei Giovani Turchi tenutosi a Salonicco nel 1911 venne deciso di sopprimere totalmente gli armeni residenti in Turchia.

E quando l'Impero Ottomano partecipò alla prima guerra mondiale, il 29 ottobre 1914, schierandosi al fianco degli imperi centrali, la comunità armena, all'oscuro di quanto tramavano nei suoi confronti i Giovani Turchi, fece arruolare i suoi componenti nell'esercito dell'Impero, in modo che assolvessero i loro doveri di fedeli sudditi. 

 



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