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MARIO LUZI/ La poesia può tornare a "conoscere per ardore"?

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Mario Luzi (1914-2005) (Immagine dal web)  Mario Luzi (1914-2005) (Immagine dal web)

Come ha scritto bene, di recente, Marco Marangoni, che è uno dei venti convegnisti, "il problema di una letteratura mordente la realtà non passa attraverso la vexata quaestio novecentesca (almeno da Anceschi a Galaverni) per cui si dovrebbe forse abbandonare la poesia anacoretica per una poesia più estroversa, che guarda la realtà, le cose, gli oggetti ecc.". Il problema, a ben vedere, è che occorre "volare più alto" (da qui anche il riferimento al verso di Luzi "Vola alta, parola" che dà il titolo della seconda giornata dei lavori, quella dove a parlare in prima persona del loro singolare rapporto con l'idea e la responsabilità della parola saranno soltanto i poeti) "essendo la problematica della salute della poesia unita a quella antropologica e storico-ontologica". La questione è profonda, e va affrontata con coraggio. Poiché il discorso non è più da confondersi con quello del solo impegno ideologico (o peggio antilaicistico): è spirituale ed implica il Creator ("Veni Creator Spiritus", Dio 'crea' e fonda ogni modo dell'essere 'creatori', artisti). 

Come nel Luzi tardo e postremo, io che ho ideato il convegno e i tanti colleghi che hanno aderito alla mia iniziativa crediamo tutti, ciascuno a suo modo, naturalmente, che oltre la svolta del secolo occorra riaprire il discorso — e non in chiave riduttivamente letteraria — dell'ispirazione forte, alta (altus, profondo, è lo Spirito). Questo, forse, porterà la poesia a essere di nuovo se stessa e non solo contemporanea. In gioco, c'è una questione importante, di ordine metafisico. Al ripensamento della quale affidare la speranza che la poesia possa continuare a dare profitto, nei termini in cui riuscirà a essere utile all'anima, e a servire al bene.

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"Per il dopo, per il principio". Convegno in due giornate con studiosi e poeti di tutta Italia. Genova, venerdì 17 marzo: Museo Diocesano di via Tommaso Reggio, 20, ore 16-19; sabato 18: Oratorio di San Filippo, via Lomellini 12, ore 10-13 e 15-18.



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