BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Philip Roth, raccontare la disperata vulnerabilità dell'uomo

Pubblicazione:

Philip Roth (Immagine dal web)  Philip Roth (Immagine dal web)

Il sentimento è il medesimo, debordante, nel successivo romanzo, Il fantasma esce di scena, un libro, però, meno schematico e meno sentimentale di Everyman. Proseguimento di Scrittore fantasma (1979) mette in scena ancora una volta Nathan Zuckermann, che, dopo una clausura di anni, si reca a New York, non solo per motivi di salute, ma anche per ritrovare una donna che, molti anni prima, aveva incontrato, giovane e incantevole, presso lo scrittore Lonoff. Ora, invece, la donna ha passato i settant'anni, ha il cranio rasato con a vista una tremenda cicatrice ancor fresca, esito di un'operazione al cervello, e un'aria smarrita e squallida. In fondo, il romanzo parla non solo della vecchiaia, ma anche di quei pregiudizi, false nozioni e mistificazioni che ci fanno pensare a una divisione fra giovani e vecchi. 

E il terzo romanzo utile a immergerci direttamente nell'atmosfera della narrativa di Roth è L'animale morente, breve narrazione che, più ancora di altre sue opere, ha fatto guadagnare all'autore l'ostilità imperitura delle femministe e la fama di grande misogino, entrambe, a nostro avviso, immeritate. Protagonista del romanzo è David Kepesh, già al centro di Il professore di desiderio, in cui acquisiva una orribile consapevolezza, quella dell'inevitabile esclusione del desiderio da parte dell'amore e viceversa. Nell'Animale morente troviamo un Kepesh invecchiato, ma sempre brillante, che, oltre a insegnare letteratura all'università, conduce una trasmissione e, si può dire, è diventato una piccola celebrità locale. Le sue passioni sono due: la musica, e le donne; ieri studentesse ventenni, oggi le stesse studentesse diventate quaranta-quarantacinquenni; e, insieme, in questo orizzonte, pur paurosamente deprivato dall'angoscia del desiderio romantico, Kepesh pensa con ossessiva intensità a Consuela, studentessa con cui aveva allacciato una relazione anni prima, e con cui i rapporti si sono rotti, ma la cui bellezza e perfezione fisica hanno lasciato in lui un rimpianto pungente. Eppure, dopo aver letto decine di pagine, ecco che il breve romanzo cambia tono, e veniamo a scoprire una verità che riporta il racconto nel cono d'ombra della fine, rendendolo un disperato "trionfo della morte": Consuela è molto malata, e, in effetti, il romanzo, nel finale, si rivela come il disperato rievocare, da parte del suo ex professore, la sua conoscenza con la giovane donna, nella speranza che sia lei, di cui Kepesh non ha notizie, a ricontattarlo.

Il tratto più interessante delle pagine di Claudia Pierpont Roth sta nel fatto che da esse emerge il ritratto di un uomo che, come dimostrano i suoi romanzi e tutti i suoi articoli, ha inesauribilmente trasformato la vita in parole, senza sosta e trasfigurando artisticamente episodi, incontri, particolari, e tutto questo per adempiere all'obbligo che si è assunto: raccontare la disperata vulnerabilità dell'uomo.

-
Claudia Roth Pierpont, "Roth scatenato. Uno scrittore e i suoi libri", traduzione di Anna Rusconi, Einaudi 2015, 424 pp.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.