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LETTURE/ Rémi Brague: l'islam, l'illuminismo e i "cristianisti"

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Perciò «bisogna anche far notare loro due cose. La prima è un dato di fatto: la civiltà cristiana non è stata fondata da gente che credeva nel cristianesimo, ma da gente che credeva in Cristo. E dunque, non da dei "cristianisti", ma semplicemente da dei cristiani. Io cito frequentemente come esempio san Gregorio Magno, che ha dato le fondamenta a ciò che chiamiamo Medioevo, a partire dal canto detto "gregoriano"; e, tuttavia, egli era persuaso che la fine del mondo "fosse per domani" e, dunque, che non vi sarebbe mai stata una "civiltà cristiana" nei secoli a venire. La seconda cosa da far notare ai cristianisti è in forma di domanda: se la fede cristiana era buona per i loro antenati, perché non potrebbe essere buona anche per loro? Perché non potrebbero pure loro tenerla in seria considerazione?» (pp. 124-125).



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COMMENTI
20/04/2015 - I "valori", il "valore" (Fabio Giovenzana)

Rémi Brague dice: "Quando mi capita di udire la parola 'valori' ho un moto istintivo di rifiuto". Nel "Senso Religioso" di don Giussani leggo a pag. 33-34: "L'uomo è quel livello della natura in cui la natura prende coscienza di se stessa, è quel livello della realtà in cui la realtà comincia a diventare coscienza di sé, comincia cioè a diventare ragione. Chiameremo 'valore' l'oggetto della conoscenza in quanto interessa la vita della ragione. Il 'valore' è la realtà conosciuta proprio in quanto interessa la vita della ragione. Il 'valore' è la realtà conosciuta proprio in quanto interessa, in quanto vale la pena. Se uno ha una mente ristretta, un cuore meschino, l'ambito del 'valore' sarà più ristretto che neanche per chi abbia un animo grande, per chi sia un uomo vivace".