BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ L'islam moderato e le "sviste" di Kareem Abdul Jabbar

Pubblicazione:

Kareem Abdul Jabbar (S) con Magic Johnson (Immagine dal web)  Kareem Abdul Jabbar (S) con Magic Johnson (Immagine dal web)

D'altro e di opposto avviso è invece Irshad Manji, la brillante giornalista (femminista e dichiaratamente omosessuale) di fede islamica, nata in Uganda nel 1968, e cresciuta in Canada, a Toronto, dov'è diventata una polemista di primissimo ordine. "Noi musulmani siamo in crisi e in questa crisi ci stiamo tirando dietro il resto del mondo". "Nel corso della mia vita ho visto il numero delle vittime dei terroristi passare da poche unità a centinaia, migliaia, potenzialmente centinaia di migliaia". "Se la mia analisi è giusta, sapete spiegarmi perché nessuna altra religione al mondo sta producendo, nel nome di Dio, tanti travisamenti terroristici e tante violazioni dei diritti dell'uomo? E riuscite a farlo senza puntare il dito contro tutti, tranne i musulmani?" 

Il suo libro Quando abbiamo smesso di pensare. Un'islamica di fronte ai problemi dell'Islam (Edizioni Guanda) è diventato un best seller internazionale. In Italia è stato recensito, tra gli altri, da Elena Lowenthal, la principale traduttrice dei maggiori scrittori ebrei, odierni e non, che lo descrive come un'opera critica "radicata nell'attualità, che non disdegna le digressioni storiche". Quello di Irshad Manji è un importante contributo in un tempo in cui andare oltre alla satira, alla boutade, alla vignetta sferzante, al vaffa! liberatorio, è diventato vitale. Il suo libro è incalzante, un torrente di fuoco appassionato, "volutamente enfatico", ma allo stesso tempo lucido, contro i pregiudizi di cui è "impregnata la psiche della massa islamica". Alla comunità islamica, nella quale è cresciuta, ancora la lega un sottile quanto tenace senso di appartenenza. "È con tenacia di credente che Irshad Manji invoca il principio di una riforma dell'islam", per questo, come ancora sottolinea Lowenthal, la sua critica trasuda di dolore e ciò non di meno è senza sconti: dalla matrice imperialista dell'islam storico, alla subordinazione delle razze a quella araba, al ripudio dell'ithiad (l'approccio razionale alla fede, esauritosi già nell'XII sec.), alla mortificazione delle donne, al medioevalismo dei sauditi, al vittimismo dei palestinesi, al ruolo delle madrasse, all'intolleranza verso le altre religioni, al divieto di lettura del Corano in una lingua diversa dell'arabo, che Irshad ricorda come la sua prima disubbidienza.

In America l'era di Malcom X è finita. Nello sconfinato "mondo islamico" non è mai iniziata. Qualcuno mandi un tweet a Kareem.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.