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ISIS/ Kepel: è il nuovo '68 che piace ai figli del Nulla (europeo)

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La narrativa era hollywoodiana, le Torri Gemelle che crollavano sono state uno straordinario "spettacolo" da trasmettere nei canali satellitari per reclutare nuove forze alla causa jihadista. Ma anche questa seconda fase del jihadismo è fallita, perché le masse musulmane non si sono unite per combattere sotto la bandiera verde del jihad del profeta, come diceva al Zawahiri nel suo famoso libretto apparso su internet Cavalieri sotto la bandiera del Profeta. E poi la nuova svolta.

La terza generazione dunque. Com'è nata?
Abu Mus'ab al-Suri nel gennaio 2005 pubblica in internet il suo libro di oltre mille pagine che contiene un appello alla resistenza islamica globale, ma con una prospettiva totalmente nuova: criticava l'11 settembre in quanto espressione dell'hybris di Bin Laden, spiegava che c'era bisogno di cambiare il modello top-down, di invertirlo dal basso verso l'alto. Ciò implicava utilizzare jihadisti a bassa intensità, reclutati negli ambienti musulmani europei, tra i musulmani mal integrati in Francia, Italia e altri Paesi. Per questi nuovi terroristi il bersaglio erano persone nelle loro vicinanze, tre categorie in particolare: gli ebrei, gli intellettuali laici anti-islamici e i musulmani traditori, apostati. In questo nuovo corso l'opzione restava attaccare l'Occidente, ma non più con un attacco diretto all'America, troppo forte, ma all'Europa, che appariva più debole, più vulnerabile.

L'attacco a Charlie Hebdo ne sarebbe un esempio?
Certo. Le persone ammazzate in quello e nei precedenti attacchi in Francia rientrano proprio nelle categorie indicate da al-Suri. Che poi invitava a utilizzare i social media, per una diffusione appunto dal basso. Il modello della seconda generazione era la tv tipo al-Jazeera (controllata dai petrodollari del Qatar), mentre per la terza generazione il modello è dal basso. Vorrei notare un'interessante coincidenza, oserei dire sorprendente: l'appello di al-Suri è stato postato nel gennaio 2005 e le condizioni per la realizzazione di questo suo appello si sono materializzate nel mese successivo: il 14 febbraio 2005, giorno di San Valentino, viene lanciato YouTube, condizione per realizzare la terza fase del jihadismo. YouTube, Twitter, Facebook: sono tutti mezzi che favoriscono la diffusione pervasiva dei messaggi jihadisti. 

E poi sono scoppiate le rivolte arabe…
Proprio così: l'evoluzione delle rivoluzioni arabe e il caos che ne è seguito hanno ulteriormente creato il contesto ideale per la terza fase del jihadismo. La prossimità all'Europa del campo di battaglia del jihad non è secondaria. Con un volo low cost, con 70, 80 euro circa, è possibile volare da Milano o da Parigi a Istanbul e da lì raggiungere in fretta la Siria. Si consideri, poi, che tutti quei giovani europei che partono per il Medio Oriente sono attrezzati di GoPro, la fotocamera leggera e di facile uso. La nuova generazione del jihadismo in Europa ha conosciuto l'attacco più spettacolare in quello del giovane di 23 anni Mohammed Merah, nel marzo 2012 a Tolosa e Montauban. 



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