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ISIS/ Kepel: è il nuovo '68 che piace ai figli del Nulla (europeo)

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Merah ha filmato le sue azioni e le avrebbe potute postare immediatamente sui social. Solo che era ancora parzialmente nella fase precedente, perché ha inviato le riprese ad al-Jazeera, che le ha bloccate. Non ha avuto l'idea di caricarle nelle piattaforme di condivisione online, cosa che Amedy Coulibaly, il terrorista dell'attacco al negozio kosher di Parigi dello scorso gennaio, ha invece fatto subito. 

Le agenzie internazionali calcolano in 6mila i foreign fighters partiti dall'Europa per andare in guerra in Siria e Iraq. Che cosa scatta in questi ragazzi e ragazze spesso giovanissimi che li spinge a lasciare tutto e partire, mentre vanno ancora a scuola e sembrano integrati? Quanto c'è di "religioso" in questa scelta? 
C'è un concorso di fattori, perché c'è un tipo di religiosità islamica che viene dal salafismo, una cosa molto importante, capace di controllare credo la gran parte della narrativa pubblica dell'islam sunnita. All'inizio il salafismo moderno era una creazione saudita per controllare il linguaggio dell'islam sunnita, un modo per il regime di Riyadh di espandersi e affrontare i nemici. Ma il salafismo, per così dire, a un certo punto si è rivolto contro i suoi "genitori": al-Qaida è un esempio molto interessante perché Osama Bin Laden era parte dell'establishment saudita, era partito per il jihad della prima fase in Afghanistan con la benedizione della famiglia reale saudita. Ma in seguito ha creato al-Qaida nella Penisola Arabica, che ha commesso tanti attentati in Arabia tra il 2003 e il 2006. Con Daesh si ripete più o meno la stessa storia: è stato se non creato, almeno aiutato dall'ambiente saudita salafita rigorista, perché per Riyadh — e per altri — era un modo molto efficiente per combattere l'influenza sciita nel Medio Oriente: distruggere Damasco e Bashar al Assad era il modo più sicuro per indebolire Teheran. Tuttavia anche Daesh è andato per la sua strada e ora è in pericolo anche l'Arabia Saudita, perché la società, almeno una sua parte, è già permeabile alla sua influenza. Si è visto con la successione del re: Salman e i suoi consiglieri sono molto più ostili a Daesh di quanto lo fosse il re Abdallah, alcuni consiglieri di re Abdallah, quelli che erano pro-Daesh, sono stati messi da parte e ora credo che i sauditi abbiano paura. Questo aspetto, che è importante nella tradizione salafita tanto pervasiva, lo è anche nell'islam europeo. 

Ma perché il salafismo alla fine risulta così attraente per giovani europei?
Credo sia per il fascino del radicale e del "contro" che il salafismo esercita. Un po' come il comunismo con la sua proposta di un "avvenire radioso", o il movimento del '68, quando i giovani inseguivano modelli alternativi. Si tratta del fascino di una narrativa totalmente opposta a quella prevalente nella società. Ora il comunismo e i moti del '68 sono finiti, resta il richiamo dell'islam radicale, come documentano le conversioni che procedono a ritmi sostenuti. 



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