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LETTURE/ "Io non avevo l'avvocato", quando la giustizia è un tritacarne (e ha torto)

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Così, sullo sfondo della vita sconvolta di un uomo che si vede privare ingiustamente della propria libertà, che si mette alla ricerca di un nuovo rapporto con se stesso, con la propria famiglia, che affronta il dolore straziante per la perdita di un figlio, ci sono le contraddizioni della giustizia e dell'informazione, quelle che noi vediamo per prime, ma che quando investono la vita di una persona ribaltano le proporzioni del problema, assumono le sembianze di una gogna anonima dove i meccanismi tendono inesorabilmente a prevaricare su quel che rimane di sé, che istintivamente si oppone all'ingiustizia ma che in ogni momento rischia di rompersi, di crollare.

La vicenda di Rossetti è l'esatto rovescio di quanto ha detto papa Francesco in un importante discorso dell'ottobre 2014 sulle questioni del carcere e della giustizia, il primato del principio pro homine, cioè della dignità della persona umana sopra ogni cosa. Ma Rossetti ha detto no, e ha deciso coraggiosamente di raccontare la sua storia perché considera il suo un caso che può ancora ripetersi. C'è da esser certi, purtroppo, che le conferme non mancheranno. 



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