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LETTURE/ Maria, il "segreto" di un'amicizia possibile

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Caravaggio, Madonna dei Pellegrini (1604-06) (Immagine dal web)  Caravaggio, Madonna dei Pellegrini (1604-06) (Immagine dal web)

Il secondo aspetto che mi ha colpito è che ogni avvenimento della sua storia era vissuto da Maria come una nuova parola nel suo dialogo personale con Dio. Egli le spiegava come la sua storia personale fosse legata a quella del suo popolo, alle parole dei profeti, e addirittura a tutta la sorte futura dell'umanità. A pagina 35: "Per Maria ogni evento è rivelazione, ogni parola uno squarcio che si apre sul mistero della missione del Figlio e perciò sulla sua sorte di Madre".

A pagina 62: "Dopo la partenza di Gesù dalla casa dove aveva vissuto per trent'anni, Maria era rimasta a Nazareth. Ma non era lontana. Le voci su di lui le arrivavano, a confortarla e a preoccuparla, ma la sua consapevolezza non si fondava sulle voci, ma sulla Scrittura. Era lì, in quelle parole, in quei Salmi, nei Profeti che vedeva, come in filigrana, la missione e la sorte di Gesù".

Il secondo dono, perciò, che questo libro può offrirci è un suggerimento su come guardare anche la nostra vita. Da Maria possiamo imparare questo sguardo: ciò che ci succede è più grande di ciò che vediamo, sentiamo, percepiamo con i nostri sensi o con i nostri sentimenti. Sotto ai fatti della nostra vita c'è un significato più profondo, che di certo vedremo in cielo ma che possiamo intravedere già qui. La Madonna ci insegna a guardare le nostre circostanze con il cuore in silenzio e con gli occhi della fede.

Infine, una nota personale. Leggere questo testo mi ha fatto fare memoria, ancora una volta, del fatto che Maria è mia madre e nostra madre. 

Sono arrivata a Roma dieci anni fa, il 15 settembre 2005. Nel vangelo della memoria di quel giorno, la Beata Vergine Addolorata, Gesù dice dalla croce: ecco tua madre. Queste parole, che ho sentito per me, sono rimaste indelebili in quel primo giorno e in tutti i giorni di questi anni. 

Le Missionarie di san Carlo sono state riconosciute dalla chiesa il giorno della vocazione di Maria, il giorno dell'Annunciazione, il 25 marzo 2007, e ognuna di noi ha pronunciato o pronuncerà il sì definito alla sua vocazione in questa bellissima solennità. 

Maria ci offre di essere nostra madre e questa è un'esperienza che io desidero vivere, desidero prendere sul serio. Se guardo alla mia vita, posso dire con verità: quello con lei è un rapporto possibile. 

Forse di un padre si possono contare le azioni, gli interventi nella vita di un figlio; spesso essi rimangono nella memoria come episodi o parole forti, che ci hanno fatto fare un passo, che ci hanno provocati a una decisione. Così, io porto nel cuore parecchi episodi vissuti nel dialogo con chi mi è stato padre; ricordo le parole, l'occasione, il luogo. Le attenzioni, gli interventi, i gesti di una madre, penso siano impossibili da contare. Essi sono continui, e spesso discretissimi, come un pasto preparato al momento giusto, un vestito pulito prima di un viaggio, un sorriso che riaccoglie al ritorno… 



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