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LETTURE/ Maria, il "segreto" di un'amicizia possibile

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Caravaggio, Madonna dei Pellegrini (1604-06) (Immagine dal web)  Caravaggio, Madonna dei Pellegrini (1604-06) (Immagine dal web)

È una compagnia, un affetto fatto da mille gesti ripetuti spesso, molto intimi e difficili da raccontare. Sono troppi per essere contati. Maria ci segue in questo stesso modo. A questa sollecitudine anche noi possiamo rispondere come dei figli a una madre: con un fiore nelle giornate delle sue feste, con una preghiera per una persona cara che abbiamo nel cuore, o per una decisione, con un voto in un momento difficile…

Concludo con una parola sull'ultima parte del testo, quella in cui l'autore commenta alcune preghiere alla Vergine, e in particolare il commento all'Ave Maria. Queste parole mi hanno rinnovato l'affetto per la preghiera del rosario, che trovo bellissima: una preghiera cristologica, in cui chiediamo alla Madonna di poter entrare nei misteri della vita di suo figlio; una preghiera di lode a lei, manifestata in modo splendido nelle litanie che la concludono; e poi il ripetersi delle Ave Maria: per me ha il significato di godere per un tratto del mio tempo quotidiano della compagnia della Madonna. Nel rosario le ripeto: sono tua figlia, prenditi cura del mio povero cuore e di tutto ciò che in esso abita, i miei desideri, le mie preoccupazioni, le mie decisioni. 

Mi ritrovo molto in queste parole del commento all'Ave Maria del vescovo Massimo: "Sono due i momenti veramente decisivi: l'ora presente e l'ora della morte. In questi momenti è essenziale non essere soli. Maria è al nostro fianco in tutti questi nunc, in tutte queste ore in cui la nostra vita si dipana e si decide. E sarà al nostro fianco nel momento decisivo di passare al Padre, quando si compie l'ultimo balzo verso l'eterno".


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Massimo Camisasca, "I misteri di Maria. Piccole meditazioni", Edizioni San Paolo 2015

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