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LETTURE/ Il Sì alle nozze gay nella "cattolica" Irlanda? Joyce l'aveva previsto (nel 1914)

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James Joyce (1882-1941) (Immagine dal web)  James Joyce (1882-1941) (Immagine dal web)

La tragedia di un'Irlanda cattolica solo nelle forme era già tutta qui, nella genialità irriverente e profetica di un figlio di Irlanda che, voce di uno che grida nel deserto, dichiarava già ad inizio Novecento che il re non è forse ancora nudo, ma certo si copre di stracci miseri e rubati. La religione ridotta a morale ed elenco di dogmi è un misero abito che subisce velocissimo l'usura del tempo, al contrario della religione come amore a Cristo che sorregge anche oggi i martiri del nostro tempo.

La speranza dell'Irlanda oggi, e non solo dell'Irlanda, è solo nei martini di Iraq, Siria e Terra Santa, "la periferia dove Gesù aveva iniziato la sua predicazione; e di là ripartirà il Vangelo della Resurrezione" (Papa Francesco, Regina Coeli, 6 aprile 2015).

L'alternativa all'annuncio più volte ripetuto di Bergoglio? Che la fede sia solo motivo di scandalo o dibattito, e non di vita.

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