BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Shakespeare e il "segreto" di Re Giovanni

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Confermò dunque l'immagine di Giovanni come antesignano dell'anglicanesimo e gli mise in bocca un discorso sulla supremazia regia assolutamente anacronistico; trasformò però l'eroe protestante in un essere viscido e infido, molto più di quanto egli non risulti dalle fonti storiche. Il suo Giovanni è ancora più spregevole del suo Riccardo III, il quale, almeno è affascinante nella sua malvagità e astuzia. Il Giovanni che si muove sul palco è raccapricciante, ributtante, subumano, e le immagini che a lui si riferiscono rimandano a sangue, violenza, smembramenti, porzioni di corpo umano. Altro che eroe. Quanto al suo diritto al trono, Shakespeare lo rende ancora più discutibile di quanto non fosse storicamente (né egli fu il solo a farlo), oltretutto esaltando il giovane Arthur come bambino virtuoso e innocente. Perché l'opposizione al regime identificava notoriamente la vicenda di Giovanni e Arthur con quella, molto più recente, di Elisabetta e di Mary Stuart, decapitata pochi anni prima. Perché, come al tempo si era fermamente convinti, la storia si ripete.

Non stupisce, dunque, che l'opera non sia mai stata data alle stampe finché Shakespeare fu in vita, né che non ci siano giunti riferimenti di alcun tipo alla sua messa in scena: probabilmente non piacque, lassù in alto, ma almeno il drammaturgo non ne subì conseguenze pesanti e poté proseguire indisturbato la sua fulgida carriera (anche) di picconatore del regime. A conti fatti, per pensarla — per una volta — come Walt Disney, re Giovanni tornò a essere un leone spelacchiato e quella volpe del suo nemico tornò a nascondersi non nella foresta di Sherwood bensì nelle malfamate periferie londinesi, armato, invece che di frecce, di una penna d'oca. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.