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SINDONE/ Il mistero di quel Volto scolpito nella pietra (fotogallery)

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Il volto sulla roccia (Immagine dal web)  Il volto sulla roccia (Immagine dal web)

Queste sono scoperte recentissime, degli ultimi due o tre anni, ma non assomigliano alla sindone di pietra. Questi volti, dalle apparenze minacciose che possono anche ricordare il volto di un saraceno (ai tempi scorrazzavano per le coste liguri arrivando anche nell'entroterra, una sorta di Isis del Medioevo) vennero messi durante la costruzione del monastero sui magazzini del monastero stesso a guardia di coloro che scaricavano merci. Allora da Rapallo fino alla Fontanabuona passando da Borzone si portavano sale e altre merci e questo volto inserito tra due portali del magazzino era una sorta di minaccia: voi che scaricate le spezie non rubatele. Ma si tratta di due cose diverse rispetto alla scultura rupestre.

 

C'è davvero tanto di affascinante e da scoprire in queste zone oggi semi abbandonate della Liguria, una storia ricca di fatti ed eventi.

La cultura odierna tende a frantumare, spezzettare tutto. Se vediamo una cosa per volta facciamo critiche e osservazioni che rimangono fini a se stesse. Ma se le opere e i fatti li colleghiamo impariamo a vederli come un insieme. In questo modo queste testimonianze, se ammettiamo che sono tutte della stessa epoca, e le osserviamo, possiamo capire dopo una verifica quale si scarta da sola. 

 

Certo viene da chiedersi come uomini di un'epoca tanto antica abbiano potuto fare una tale scultura. Anche oggi non sarebbe facile. 

Ho girato molti paesi, ho osservato sculture analoghe ad esempio fatte nella roccia in Giordania. Certamente non fu un lavoro facile, anzi, ma basta mettere un ponteggio in alto e poi calarsi verso il basso lavorando sulla roccia. Una fatica notevole, ma i monaci potevano giungere qui direttamente dal monastero attraverso un percorso che non era neanche troppo in salita. Si alzavano la mattina e poi passavano la giornata a lavorare sulla roccia. 

 

Rimane l'interrogativo di come questi monaci fossero a conoscenza dell'immagine della Sindone. Quando la Sindone venne portata via da Gerusalemme?

Intorno al 600 dopo Cristo, quando i musulmani cominciavano ad avvicinarsi.

 

Che via hanno intrapreso i portatori della Sindone?

Si dovrebbe escludere la via per mare perché più pericolosa per la Sindone: in caso di naufragio sarebbe andata perduta per sempre.

 

Quindi si scelse la via di terra.

Il viaggio venne pianificato minuziosamente. In ogni località che si era deciso di toccare, la Sindone rimaneva esposta alla venerazione del popolo residente, ma anche ai "viaggiatori" essendo, quella prescelta, una strada di grande comunicazione. Gli unici pericoli che può avere una tela di lino, oltre a quello del naufragio, erano quelli accidentali, frutto di una trascuratezza nella custodia. Non erano sicuramente i furti a preoccupare perché non avendo alcun valore venale — non era intessuta di fili d'oro, né aveva pietre preziose a decorarla, — sicuramente non interessava ai ladri.

 

Noie solo accidentali, come lo smarrimento oppure il rimanere coinvolta in un incendio… come in seguito è successo.



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COMMENTI
10/06/2015 - Volti donati da Dio (claudia mazzola)

Flavio, 2 mesi un faccino sorridente da mangiare. La Sindone quel Volto nella pietra è Gesù. Queste due meraviglie mi han fatto venire in mente il salmo: gustate e vedete quanto è buono il Signore!