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PAPA/ La nuova enciclica alle prese con la società del consumo (in crisi)

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Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

La società dei consumi è diventata un semplice scambio di segni piuttosto che di oggetti materiali. Il mondo occidentale tende quindi al minimalismo, perché un mondo in cui il consumo è segno di ricchezza non attira più nessuno, quindi uno deve avere i jeans con i buchi o andare in giro sporco, o sembrare sovversivo per essere veramente cool. Il problema che ormai tutti usano gli stessi trucchi e quindi si finisce per essere nuovamente uguali. Le economie dei paesi quali i Brics e quelli in via di sviluppo tendono invece ad un consumismo opulento, vogliono essere, per desiderio mimetico, come le economie occidentali: ricchezza, benessere, arte e cultura devono essere presenti ed enfatizzate, in particolari per i nuovi ricchi, si devono possedere beni di lusso, anche alimentari.

Se riprendiamo il pensiero di Monesquieu e del dolce commercio — e cioè che lo scambio dei beni mitiga i conflitti sociali — non possiamo non evidenziare la funzione indispensabile della moneta e del credito. Questa peculiarità alla circolazione della moneta e la sua correlazione inversa alle tensioni sociali, determinate dall'aumento del desiderio mimetico, e all'estremo, di un conflitto mimetico, possono essere una chiave di lettura antropologica delle attuali politiche monetarie espansive. Infatti, la relatività negli ultimi venti anni della morale e quindi dell'etica, ha edulcorato le ideologie sociali progressiste o conservatrici, che si esprimevano in movimenti, con la naturale selezione di una classe politica. Nei fatti si è consegnato ai tecnocrati plutocratici la gestione delle tensioni sociali. Tensioni, invece — una volta — smussate ed evitate dalle élites con politiche rivolte al bene comune della società, con effetti più o meno pregnanti nella redistribuzione dei redditi e della ricchezza.



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COMMENTI
11/06/2015 - Bell'articolo (paolo camillini)

Il reggersi di una economia sul consumismo (che come è detto, però, mostra i suoi limiti) stiamo scoprendo che è "contra naturam" (Dante). Se si capisse che tutta l'economia poggia sul dono della natura e che questo dono è per tutti gli uomini (quanti bisogni primari sono ancora insoddisfatti nel mondo!) si potrebbe fare un sostanziale passo avanti. Sarà interessante leggere la nuova enciclica del Papa anche sotto questo punto di vista.