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ENCICLICA LAUDATO SI'/ Franco Cardini: Bergoglio, vero Francesco moderno

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Giotto, Sogno di Innocenzo III (1295-99) (Immagine dal web)  Giotto, Sogno di Innocenzo III (1295-99) (Immagine dal web)

Il papa riconosce come buona l'ispirazione ecologistica di fondo, la difesa e la tutela della natura, ma mette in guardia contro qualunque ideologizzazione e idolatrizzazione di essa. L'uomo è custode responsabile della natura, ma assolti i suoi doveri di tutela ha su di essa anche i diritti di viverne sfruttandola con rispetto e con razionalità, il che vuol dire che ha tutti i diritti d'intervenire su di essa secondo la sua scienza e i suoi interessi. Dicendo che "sora nostra madre terra...ne sustenta e ne guverna", egli indica che una rispettosa e razionale gestione della natura è legittima. Quindi, nessun rispetto superstizioso, nessuna divinizzazione panteistica.

Altri invece stanno criticando Francesco per essersi occupato nell'enciclica di questioni troppo mondane. Lo direbbero termini come ecologia, clima, acqua, debito ecologico, ecosistema, riscaldamento, biodiversità e molti altri.
Se il papa si occupa delle questioni di questo mondo, vale a dire dell'avvenire e del benessere dell'umanità, la sua "mondanità" è legittima, opportuna e benvenuta. Difendere e tutelare il creato significa anche sottrarlo allo sfruttamento rapinatore delle lobbies che seminano desertificazione e inquinamento per arricchirsi, calpestando i diritti delle popolazioni che vivevano pacificamente dei frutti della terra loro sottratti da atti di pirateria, come l'esproprio di aree estese del continente africano per utilizzarle a vantaggio di monocolture vantaggiose solo per pochi o la deforestazione dell'Amazzonia per organizzare speculazioni". 

Se l'aspettava che Francesco potesse dedicare un'enciclica al creato a alla sua custodia? 
Sì, perché Francesco sta lottando duramente contro le degenerazioni dell'economia e della finanza, il cosiddetto turbocapitalismo e le ingiustizie che genera. Violenza contro la natura e violenza contro gli esseri umani tesa a impoverirli e a sfruttarli sono due aspetti della stessa medaglia.

Una certa modernità ha costruito in noi l'idea di un san Francesco riformatore e dunque uomo di pura spiritualità, ecologista ante litteram. Questa idea secondo lei ha qualcosa a che fare con il modo in cui il modo attuale comprende Francesco?
Su Francesco i malintesi si addensano. Francesco non era affatto uomo di "pura spiritualità". Era un cristiano che intendeva vivere prendendo a modello il Cristo sulla croce, quindi lontano da qualunque tentazione di potenza e di ricchezza. Nella cristianità, dove erano possibili molti modi di essere cristiano, la sua era una scelta possibile al pari di altre. Nell'attuale momento storico, nella modernità atea, materialista e dominata dal paganesimo del capitalismo che idolatra il danaro e il profitto, c'è un modo solo di essere cristiani: mettersi al servizio degli Ultimi della Terra, lottare contro ingiustizie e prevaricazioni. Papa Francesco vuole questo e non c'è altro da fare.

Papa Bergoglio definisce san Francesco esempio di una "ecologia integrale". Come accoglie questa definizione? 



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