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ENCICLICA LAUDATO SI'/ Franco Cardini: Bergoglio, vero Francesco moderno

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Giotto, Sogno di Innocenzo III (1295-99) (Immagine dal web)  Giotto, Sogno di Innocenzo III (1295-99) (Immagine dal web)

Mai come nell'enciclica Laudato si' il filo ispiratore che lega papa Bergoglio a san Francesco d'Assisi è stato più evidente. Non a caso papa Francesco ha voluto che le prime parole fossero quelle del Cantico delle creature, composto da Francesco d'Assisi nel 1224. E' Dio ad aver creato non solo l'uomo ma anche il mondo, fin nelle pieghe stupefacenti dei suoi più piccoli, materiali dettagli. Ecco perché il discorso di papa Francesco è quanto di meno spiritualistico vi sia oggi in circolazione, e la sua "ecologia integrale", dietro l'apparenza dei termini, è all'opposto della parzialità ideologica di ogni ambientalismo (spesso e volentieri amico della natura ma nemico dell'uomo), spiega al sussidiario Franco Cardini, studioso di storia medievale noto in tutto il mondo, esperto della vita e del pensiero di san Francesco. Raccogliamo la sua opinione mentre è impegnato in una trasferta in alcune università brasiliane. Sferzante la sua replica a chi accusa Francesco di mondanità spirituale: "Se il papa si occupa delle questioni di questo mondo, vale a dire dell'avvenire e del benessere dell'umanità, la sua 'mondanità' è legittima, opportuna e benvenuta. Nell'attuale momento storico, dominato dal paganesimo del capitalismo idolatra, c'è un modo solo di essere cristiani: mettersi al servizio degli Ultimi della Terra, lottare contro ingiustizie e prevaricazioni. Papa Francesco vuole questo e non c'è altro da fare".

L'enciclica comincia con le stesse parole usate da san Francesco all'inizio del suo Cantico delle creature. Perché questa scelta, secondo lei?
Papa Francesco intende stabilire un nesso diretto tra la visione di frate Francesco, che sottolinea come l'uomo sia egli stesso creatura e quindi fratello di tutte le creature, e la sua, che mette in evidenza il ruolo di responsabilità dell'uomo, creatura privilegiata, rispetto a Dio in ordine alla natura. "Responsabile" significa "chiamato a rispondere". Papa Francesco si pone qui in netta opposizione rispetto alla visione moderna dell'uomo prometeico-faustiano, che si comporta come il padrone assoluto della natura in diritto di sfruttarla e di violentarla indiscriminatamente. 

Qual è il senso teologico di quella lode, quella di san Francesco per la bellezza del creato?
Il poema di Francesco è una grande opera d'arte, un trattato teologico sulla gerarchia dell'ordine divino della creazione e un manifesto contro l'eresia catara che in quel tempo infuriava e che sosteneva la malvagità in blocco della creazione in quanto imprigionamento delle forze spirituali nella materia. Il catrarismo riconduceva la creazione al principio malvagio, quindi faceva di satana il creatore. Francesco ha senza dubbio incontrato i catari ma non ne parla mai esplicitamente. Tuttavia il suo poema è una evidente replica alle loro teorie.

Gli organi di informazione hanno salutato con enfasi il primo papa "ecologista" della storia. Secondo lei qual è la vera ispirazione della lettera?



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