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GENDER/ Il pensiero unico e le farfalle di Hegel

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Plodia interpunctella (Immagine dal web)  Plodia interpunctella (Immagine dal web)

Ed ecco, infine, il gran salto. Se decidere e volere esprimono facoltà riservate a una élite (C. Lasch), la democratizzazione di tali propensioni decisionali è tutta affidata al "sentire": io sono ciò che sento di essere. Il sentirsi diverso da come la natura suggerisce è molto indotto dall'ideologia del pensiero unico dominante, che riesce a far prevalere il sentirsi sul sapersi.

Come quegli insetti confusi da strani odori, che non riescono più a riconoscere quella differenza che prima li aiutava a riprodursi e a volare alto.

Il crescere e maturare di una identità sessuale, senza stare a scomodare Freud, non ha all'origine un sentirsi, ma un riconoscersi. La fluttuazione del sentire non facilita l'orientamento, produce anzi, nel drammatico scoprirsi di ogni soggettività umana, un dis-orientamento. Un allontanarsi da quell'origine che sempre conferisce alla sessualità, prima ancora della sua funzione, il suo mistero. Ciò da sempre polarizza il rapporto uomo-donna, nella loro radicale differenza, entro una irresistibile attrattiva. Che non risolvendosi mai in ciò che si sente, non conosce l'usura del tempo.

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