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LA STORIA/ "Io, prete, 39 volte sul Cervino. E con Wojtyla…"

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Il Cervino (foto Jek Heidelzon, summitpost.org)  Il Cervino (foto Jek Heidelzon, summitpost.org)

L'ho incontrato nel 1964, un'anima che ha accolto Gesù nella propria vita. Quando il Signore lo ha toccato dentro, non è stato più fermo. Dopo averlo incontrato, anch'io ho cominciato a fare il raggio a scuola. Sono arrivati da tutte le classi; prima il raggio, poi la messa. Quando sono stato trasferito in una parrocchia di periferia, in un quartiere difficile, quel gruppetto mi ha aiutato e così è nato il movimento di Cl ad Aosta. Ricordo gli esercizi spirituali e quelli dei preti, mentre al Meeting non sono mai andato. Troppa gente. Con Giussani facevo delle grandi chiacchierate, si parlava di due-tre cose del movimento, poi soprattutto di Gesù. Era un uomo innamorato di Gesù, dai suoi occhi spruzzava la fede, era un godimento.

Torniamo ancora a Papa Giovanni Paolo II. Lei lo ha accompagnato in montagna per diversi anni...
Per cinque anni, sostituendo un sacerdote che non poteva. E' stata una delle esperienze più belle della mia vita. Sono rimasto colpito dalla sua umiltà. Si andava in montagna tutti i giorni, dalle 8 sino a sera, anche con la pioggia. Lui camminava due-tre ore e per la strada si diceva il rosario. A pranzo cuocevamo la pasta sul posto. Qualche volta mi diceva di dire l'Angelus e poi si riposava in una tenda. Dopo il riposo leggeva e spesso parlavamo. Voleva sapere il nome dei ghiacciai e delle montagne e i vari percorsi e i tempi di percorrenza. Spesso gli raccontavo le barzellette e lui rideva, rideva.



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COMMENTI
14/07/2015 - Grande don Luigi! (Luigi PATRINI)

Grande don Luigi! Che bella storia! L'ho conosciuto nel 1979 quando era parroco ad Aimaville: che grappe stupende faceva! Che bello parlare con lui, che disponibilità! Ma il ricordo più curioso, bello e impressionante è stato ad una tre giorni di Esercizi spirituali a Rimini. Un giorno, mentre concelebrava la Messa con don Luigi Giussani, entrò nel salone il Vescovo di quella Diocesi e scoppiò un grande applauso: ed ecco che, mentre Giussani (non si era ancora entrati nel "cuore" della Celebrazione liturgica) va incontro al Vescovo, don Luigi Maquignac resta immobile per dieci minuti sull'altare: sembrava una statua. Indimenticabile quel suo essere "immerso" nella Liturgia!