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LETTURE/ L’"agape" cristiano e l'Europa che non c'è

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Si pensi anche al viaggio del concetto di amore dall'ebraico 'ahavah, passando per il greco agape e per il latino caritas per finire nel moderno carità/amore. Potremmo dire senza esagerare che la storia del passaggio dall'area concettuale di amore/misericordia nell'Antico Testamento, alla versione greco-alessandrina di essa, e poi al Nuovo Testamento prima greco e poi latino è la testimonianza di un fatto importante nella creazione dell'identità dell'Occidente. 

Aree concettuali nate in un determinato contesto sono state di volta in volta riscritte in contesti diversi acquisendo valori nuovi e originali. È proprio attraverso questi slittamenti che nuove concettualizzazioni si affermano. Ad esempio il concetto cristiano di agape non appartiene all'universo teologico concettuale ebraico né a quello filosofico concettuale greco, come non appartiene alla tradizione latina. È qualcosa di diverso che è stato creato dal movimento del linguaggio che si realizza nella traduzione. 

La storia della cultura occidentale è fatta di questi slittamenti concettuali e la traduzione ha avuto una parte importante in ciò.

In particolare la stessa identità culturale europea è legata all'atto del tradurre: "l'Europe est née de la traduction et dans la traduction" (Henri Meschonnic, Poétique du Traduire, Paris Verdier 1999: p. 32).



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