BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Quel "cuore inquieto" che lega don Giussani a Paolo VI e a Pasolini

Pubblicazione:

Don Luigi Giussani (1922-2005)  Don Luigi Giussani (1922-2005)

La natura umana è "capax Dei". Scrive Borghesi che Montini evidenziando questa dimensione religiosa strutturale «delineava… il terreno di un confronto "positivo" con la società e la cultura moderna». È interessante notare come Montini e Giussani convergano, anche dal punto di vista lessicale, sulla categoria di "cuore" «come sede dell'impeto originale della persona». È il cuore dell'uomo che, secondo tutt'e due, cerca e domanda una "corrispondenza" (altra parola a cui ricorrono entrambi) con le attese originali di totalità. Ed è il cuore che rende inquieto l'io, quando questa corrispondenza non si palesa.

Inquieto era ad esempio il cuore dell'altro personaggio cui facevo cenno, Pier Paolo Pasolini. C'è qualcosa di grandioso nel modo con Giussani immagina questo rapporto che nella realtà fu purtroppo un rapporto inattuato. Partendo da una condivisione di giudizio umano e storico sulla situazione dell'Italia e della chiesa, Giussani fa un salto logico assolutamente intuitivo. Confidò infatti a Lucio Brunelli, dopo aver letto l'editoriale Potere senza volto, uscito sul Corriere della Sera il 24 giugno 1974, che Pasolini era «l'unico intellettuale cattolico italiano, l'unico...». Giudizio che, destinato a un omosessuale e non frequentante, rende l'idea di quanto fosse anti-schematico il pensiero di Giussani. Un pensiero che non rinuncia neanche in questo caso ad essere immaginativo. Parlando di Pasolini nel 1987, ne traccia una parabola che dall'esperienza di cattolicesimo vissuto grazie alla fede di sua madre, sperimentò poi un distacco… «Ma lentamente», immagina Giussani, «nella sua vita, si è sentito riecheggiare quello che diceva sua madre sulla vita, sulla verità, sulla strada da battere. Se avesse incontrato uno con la nostra passione, se fosse venuto ad un gesto della nostra comunità, Pasolini avrebbe pianto». Il pensiero di Giussani è un pensiero aperto, vivo, che a volte si vena, come in questo caso, di struggimento davanti al mistero drammatico di un incontro mancato. 


-
Massimo Borghesi, "Luigi Giussani. Conoscenza amorosa ed esperienza del vero. Un itinerario moderno", Edizioni di Pagina, Bari 2015.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
03/07/2015 - LETTURE (delfini paolo)

Grazie a Giuseppe Frangi per l'interessantissimo articolo.