BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ENCICLICA LAUDATO SI'/ Papa Francesco, con Benedetto XVI e oltre

Pubblicazione:

Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

A ben vedere, tale idea è patrimonio della dottrina sociale della Chiesa già dalla Caritas in veritate: ciò a cui Benedetto XVI e Francesco vogliono dare inizio, è una nuova cultura del "dare" oppure del condividere che, come sottolinea Francesco, è cosa diversa dal «rinunciare» (LS 9). Dunque la Laudato Si' non solo evita il linguaggio della decrescita, ma evita anche le formulazioni forti della Evangelii Gaudium contro il libero mercato, che avevano fatto molto discutere.

Anzi, all'imprenditore viene assegnato un ruolo importante nella visione profetica di un nuovo rapporto tra uomo e natura: «è indispensabile promuovere un'economia che favorisca la diversificazione produttiva e la creatività imprenditoriale» (LS 129). Ciò che dovrebbe caratterizzare l'imprenditore ancora di più rispetto ad ogni persona sia politica che privata, è la solidarietà con il creato, la quale si realizza in modo "sussidiario". Ciò significa che gli interventi nella natura non vengono affatto proibiti, ma devono realizzarsi soltanto per salvaguardare e stabilizzare l'autonomia del creato, garantendo il suo funzionamento (LS 34). Questo riferimento reciproco tra solidarietà e sussidiarietà — la sussidiarietà è il metodo e il criterio con cui la solidarietà deve essere realizzata — è infatti uno dei capisaldi dell'intera dottrina sociale della Chiesa. Si vede, quindi, come tutti i principi della dottrina sociale della Chiesa — persona, bene comune, giustizia sociale, solidarietà e sussidiarietà — costituiscano i pilastri di questo documento, anche se non vengono più declinati nella maniera classica "dottrinale" di una Chiesa "Mater et magistra" ma appaiono come linee guida per ripensare il rapporto dell'uomo con il creato.

Sta in questo, infatti, la vera novità dell'enciclica, oltre la tradizione della dottrina sociale della Chiesa, che dalla Rerum novarum alla Caritas in veritate aveva come punto di riferimento la modernità e il suo pensiero "dialettico": tra liberalismo e socialismo, tra individuo e stato. Francesco oltrepassa queste categorie, perché non inserisce più l'uomo in un ambiente politico, ma lo pensa nella sua situazione nel creato, quasi in uno "stato di natura" prepolitico. Ciò gli permette senz'altro quella prospettiva di critica radicale, profetica, nei confronti di tutto il sistema politico-economico, al costo però di perdere quella dimensione che era la più propria della "moderna" dottrina sociale della Chiesa: ossia una critica strutturale. La "moderna" dottrina sociale della Chiesa, infatti, si basava sulla consapevolezza che l'appello morale non è sufficiente per il miglioramento delle condizioni sociali, perché non tiene in debito conto la natura peccaminosa dell'uomo. Essa non mira in prima linea alla perfezione della natura umana, ma cerca i principi giusti per l'ordinamento politico-economico nelle condizioni della natura umana hic et nunc



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >