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VACANZE?/ Se viaggiare è un alibi per non scoprire mai niente

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Paul Cezanne, Monte Sainre-Victoire, particolare (1906) (Immagine dal web)  Paul Cezanne, Monte Sainre-Victoire, particolare (1906) (Immagine dal web)

Sorry, io so dove andare: dove l'istante normale è attraversato dalla dismisura dell'eccezionale, e «il divino è totale nel sorso e nella briciola» (Montale, Rebecca).

«La noia indicibile che ti dànno nei diari le pagine di viaggio. Gli ambienti nuovi, esotici, che hanno sorpreso l'autore. Nasce senza dubbio dalla mancanza di radici che queste impressioni avevano, dal loro esser sorte come dal nulla, dal mondo esterno, e non essere cariche di un passato. All'autore piacquero come stupore, ma lo stupore vero è fatto di memoria, non di novità» (Il mestiere di vivere, 2 agosto 1942).

Hai ancora una volta ragione, mio grande amico Pavese: «lo stupore vero è fatto di memoria, non di novità». Non di viaggio, ma di cammino. Non di fughe, ma di permanenze. Non di una casa da cui scappare, ma di un viaggio da cui non vedi l'ora di tornare. L'estate che sgocciola nell'inverno, il mare che inzuppa i libri, i treni che fischiano in ufficio. L'avventura non è partire, è rimanere.

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COMMENTI
15/08/2015 - Se non viaggiare è un alibi... (Silvia Dear)

Scandaloso Mister Capasa: se San Pietro e San Paolo avessero avuto le sue superbe illuminazioni non sarebbero mai arrivati a Roma. Così come i filosofi che dalla Grecia mettevano piede nella sua splendida città. Sapere che lei è insegnante e usa Pavese per le sue misere e provinciali elucubrazioni preferragostiane...mi sgomenta. Poveri ragazzi! Chissà quante sciocchezze intrise del suo squallido provincialismo da Settembre a Giugno. Ma che le è successo nell'infanzia/ adolescenza??? Non scomodi Pavese per cortesia. Se non le è mai riuscito di lasciare la sua città per andare e vedere altrove i motivi saranno altri. Il livello del suo articolo è troppo basso per la competenza e la serietà de Il Sussidiario. Faccia la conoscenza di una delle tante imbarcazioni che affollano il porto della sua città, cominci ad essere meno provincialotto se le riesce. E'per colpa di gente come lei che ai ciellini vengono attaccate etichette non corrispondenti alla realtà. Insomma: lasci in pace i viaggiatori e porti la sua famiglia fuori dalla Puglia (non Rimini e i suoi squallidi alberghi della terza settimana di Agosto) .Grazie

RISPOSTA:

Un insulto per ogni frase, e Madame Cosmopolite liquida in un sol colpo, senza entrare nel merito di nessuna, tutte le frasi non solo mie, ma anche di quegli altri provincialotti di Pavese (che se Mussolini non l'avesse mandato a farsi un bagno in Calabria non avrebbe visto più che Torino e le Langhe), Cézanne (ossessionato dalla sua montagnuccia) e Seneca (sempre sotto la gonnella del capo), dispensandoci il profondo suggerimento: "annateve a fa' un giretto". Suppongo che proprio dai suoi numerosi viaggi e permanenze in resort di lusso avrà imparato cotanta illuminata propensione al confronto e invidiabile apertura mentale. Non la invito in barivecchiano stretto, come prossimo viaggio, ad andare a quel paese, perché farà più chic sentirselo dire in tutte le lingue del mondo. Au revoir. VC