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LETTURE/ Yeats, quando l'Irlanda diventa una "fede"

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William Butler Yeats (1865-1939) (Immagine dal web)  William Butler Yeats (1865-1939) (Immagine dal web)

Questa estate l'Isola di Smeraldo ricorda uno dei suoi figli più importanti. Sono in corso infatti le celebrazioni del 150° anniversario della nascita di William Butler Yeats, poeta, drammaturgo, premio Nobel per la letteratura nel 1923. Yeats può essere considerato non solo un grande artista, ma anche uno dei principali padri della Patria: fu senatore dello Stato Libero d'Irlanda negli anni 1920, e soprattutto fu il massimo cantore della Rivolta della Pasqua 1916, che celebrò con straordinaria potenza evocativa nella poesia che si intitola proprio Pasqua 1916, che si chiude con i versi potenti e tragici: "una terribile bellezza è nata".

Ricordare Yeats vuol dire far memoria di una serie di aspetti culturali, storici, politici e religiosi dell'Irlanda, con le sue grandezze, le sue tragedie, le sue contraddizioni. 

Tanto per cominciare, Yeats era in realtà un anglo-irlandese, apparteneva cioè — come Oscar Wilde — all'Ascendancy, la classe dirigente di origini inglesi che si era stabilita nel corso dei secoli nella colonia irlandese. Era quindi di fede protestante, e di cultura britannica, figlio di un pittore, John Yeats, che per svolgere al meglio la sua carriera di artista, si trasferisce per un periodo di tempo nella contea di Sligo, nel nord-ovest dell'isola, nell'Irlanda profonda, rurale, cattolica, dove con più intensità erano state conservate — insieme alla fede ardente dei monaci e dei martiri — anche la cultura tradizionale, la lingua gaelica, le leggende pre-cristiane che raccontavano le gesta degli dèi e degli antichi guerrieri. 

Le storie e le favole di Sligo e del Connacht rimasero nel cuore di Yeats, anche quando la famiglia — sempre seguendo le ambizioni artistiche del padre — si trasferì a Londra. Qui William si sentì un estraneo, uno straniero, un irlandese. Fu così che maturò la sua identità. Non importava la sua origine inglese, la sua fede protestante (per la verità poco sentita e poco vissuta): Yeats era un irlandese, un figlio di Erin, innamorato della sua millenaria vicenda, dei suoi luoghi, della sua magia. 

Se da una parte il suo nume ispiratore per la poesia era il grande e tragico anticonformista Percy Bysshe Shelley, che lo ispirerà per tutta la vita, d'altra parte fin dagli anni giovanili la sua scrittura è impregnata di miti e folklore irlandese. 

Ma l'Irlanda non era solo un glorioso passato, era anche un presente drammatico, con la sua aspirazione a lungo frustrata alla libertà. Nel 1889, Yeats incontra Maud Gonne, una giovane ereditiera che aveva iniziato a consacrarsi al movimento nazionalista irlandese. Una donna straordinaria, colta, intelligente, affascinante, appassionata. Maud Gonne apprezza Yeats e i suoi poemi, e William se ne innamora perdutamente: un amore dal sapore antico, quasi cortese, infelicemente non ricambiato. Nel 1903 Maud Gonne sposa uno degli esponenti più in vista del movimento indipendentista, John MacBride, che sarà fucilato dopo la rivolta di Pasqua. 



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